Author: Marco Fortebracci

CORONAVIRUS, LETTERA DI AUGURI PASQUALI DEL VESCOVO AI FEDELI

ASSISI “Una Pasqua vera al tempo del coronavirus”. È il titolo della lettera scritta dal vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino e indirizzata ai fedeli, in questo periodo di sofferenza e fragilità. Una lettera per augurare una buona Pasqua di risurrezione, di famiglia e di futuro e per stare vicino alla comunità che vivrà questa solennità “unendosi” alle celebrazioni tramite le dirette streaming, a seguito delle restrizioni del Governo per evitare il contagio da Covid-19.

All’inizio della missiva il vescovo scrive che questa Pasqua verrà ricordata come la “Pasqua del coronavirus” e propone poi alcuni pensieri, approfondendo e riflettendo su: la Pasqua è Calvario, risurrezione, famiglia e futuro e su quello di celebrare con la vita.

Il vescovo infatti nella parte conclusiva della missiva, pone l’interrogativo su come vivremo questa singolare Pasqua 2020. “È ormai chiaro – scrive – che si continuerà a celebrare a porte chiuse, con i sacerdoti che porteranno tutti spiritualmente all’altare e gli altri fedeli che si uniranno dalle case, aiutandosi, come possono, con la televisione e i ‘social’. Approfittiamone per riportare nelle case più preghiera e più parola di Dio. Leggere una pagina di Vangelo al giorno non è un grande impegno, ma può darci tanto. Continuiamo a testimoniare solidarietà ai fratelli e alle sorelle che, più di noi, stanno sopportando il peso della prova. Quegli ammalati, quei morti ai quali va la nostra preghiera di suffragio, quelle famiglie devastate dal dolore, quelle fabbriche chiuse e gli operai destinati a un nuovo periodo di precarietà, quei medici, infermieri, volontari che si stanno prodigando e sono allo stremo delle forze, ci stiano nel cuore. Non ci sia una sola preghiera in cui li dimentichiamo. Vinciamo le tentazioni dell’egoismo, che già affiorano, e si faranno forse ancora più forti nello stadio della ripresa. L’amore sia il nostro ‘distintivo’: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35). Buona Pasqua! Sia davvero, nel ‘deserto’, una Pasqua di risurrezione, di famiglia e di futuro”.

> la lettera del vescovo monsignor Domenico Sorrentino

Celebrato il primo anniversario della traslazione del corpo del giovane Carlo Acutis , prossimamente beato

ASSISI – “Lasciamoci educare dalla testimonianza del venerabile Carlo Acutis. Egli ci metta nel cuore, dal cielo, un po’ del suo amore ardente per Gesù Eucaristia”. Lo ha detto il vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino durante la santa messa celebrata lunedì 6 aprile, in occasione del primo anniversario della traslazione del corpo del venerabile Carlo Acutis nel Santuario della Spogliazione. La santa messa è stata celebrata a porte chiuse e trasmessa in diretta Tv, a seguito delle disposizioni del Governo per l’emergenza coronavirus.

Il 6 aprile dello scorso anno, il corpo del giovane, morto nel 2006 per una leucemia fulminante, è stato tumulato in un artistico monumento funebre posto all’interno del Santuario della Spogliazione.

Egli prossimamente sarà beatificato. Nei mesi scorsi infatti Papa Francesco ha approvato il miracolo che farà salire il venerabile Carlo Acutis agli onori degli altari.

Il vescovo durante la celebrazione ha sottolineato che in questa settimana Santa, Gesù ci fa sentire il suo amore enorme, estremo per noi, facendoci rivivere la sua Passione. “Questo – ha affermato – in un momento difficile, come quello che stiamo vivendo, ci conforta. E ce lo ricorda quest’oggi in modo speciale il venerabile Carlo Acutis che è qui sepolto. Egli innamorato dell’Eucaristia, giovane appassionato di Gesù, giovane innamorato di Maria, ci porti all’incontro con Gesù. Era un ragazzo come tutti gli altri – ha aggiunto il vescovo -, con i suoi impegni di scuola, con i suoi interessi, la sua famiglia, i suoi contatti. Anche per lui la giornata doveva essere piena, però in questa giornata piena, la pienezza vera per lui era Gesù. Non sapeva fare a meno dell’incontro con Lui. La sua beatificazione è già annunciata. Sarà una gioia grande. Speriamo in quel momento di vedere ancora una volta la nostra Assisi gremita di persone”.

CORONAVIRUS, IL VESCOVO CONSACRA LA CITTÀ DI ASSISI E LA DIOCESI AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

ASSISI – “La pandemia ci può togliere le nostre chiese, ma non ci può togliere le nostre case e i nostri cuori. È necessario che le case diventino Famiglie di Gesù, Famiglie del Vangelo, come il nostro progetto diocesano ci invita a fare”. Lo ha detto il vescovo monsignor Domenico Sorrentino alla santa messa, celebrata domenica 29 marzo nel Santuario della Spogliazione a porte chiuse, a seguito delle recenti misure contro il contagio del coronavirus, al termine della quale, in questo momento di grande sofferenza, ha consacrato la città di Assisi e la diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino al Cuore Immacolato di Maria. “Quando Gesù dalla croce ci ha donato Maria come Madre – ha precisato il vescovo – ci ha affidati a lei perché fosse lei a portarci continuamente al suo cuore crocifisso. Maria non vive per se, vive per Gesù e la sua parola chiave è ‘Fate quello che Egli vi dirà’. Consacrare la nostra vita a Maria significa ascoltare la sua Parola”. Al termine della santa messa, concelebrata dal rettore del Santuario della Spogliazione, padre Carlos Acácio Gonçalves Ferreira e prima della consacrazione sono state ascoltate alcune intenzioni di preghiera giunte da alcuni fedeli e bambini della diocesi. “Mettiamo le nostre intenzioni nel cuore di Gesù – ha affermato il vescovo – mentre riconsacriamo la vita a lui, come abbiamo fatto nel battesimo che dobbiamo ogni giorno ribadire, e poi lo affidiamo al cuore santissimo di Maria, la nostra mamma”. Sono seguite la recita della preghiera diocesana e della preghiera a Maria. Monsignor Sorrentino infine ha pregato supplicando “Maria, Madre nostra, Madre immacolata”. “Per amore del tuo santissimo Figlio, per il tuo cuore purissimo, guardaci in questa nostra sofferenza, nella tragedia che si è abbattuta su di noi e sul mondo. Non lo meritiamo per i nostri peccati. Siamo figli ingrati e immeritevoli, ma tu sei nostra Madre. Dalla croce Gesù ti ha dato a noi come nostra Madre, non ci abbandonare. Noi confidiamo in te, noi consacriamo a te per Gesù, per consacrare pienamente a lui, la nostra vita, la nostra città, la Chiesa intera, il mondo intero. Portaci di nuovo tutti al tuo cuore di Madre e soprattutto al cuore del tuo Figlio Gesù. Amen”.

>> Preghiera Diocesana

>>Preghiera a Maria

Liturgia in diretta TV dal Santuario della Spogliazione

Come da direttive del vescovo monsignor Domenico Sorrentino,  in questo periodo, non potremo
partecipare direttamente alla Santa Messa, quindi facciamolo unendoci spiritualmente ad essa e chiedendo a Gesù di
venire nei nostri cuori con la “comunione spirituale”.
Ci potrà aiutare anche la trasmissione televisiva. Essa di norma non sostituisce la partecipazione personale, ma in questo caso di emergenza è d’aiuto.
Ogni giorno
– ore 17.30 santo Rosario
– ore 18 Messa vespertina
– domenica alle ore 11 Messa festiva
“Maria Vision” (in Umbria canale 602, o pagina facebook della diocesi) trasmetterà la Santa Messa dal Santuario della Spogliazione dove sarà celebrata senza partecipazione di popolo, con il minimo di presenze
necessarie a una decorosa celebrazione.

>>scarica la locandina informativa

CORONAVIRUS, IL VESCOVO SCRIVE AI FEDELI

ASSISI – In riferimento alle decisioni prese nell’ultimo decreto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, recanti ulteriori misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19  sull’intero territorio nazionale, tra cui la sospensione delle celebrazioni religiose, il vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, ha scritto una lettera di vicinanza e spiegazione ai fedeli della diocesi. Nel testo, riportato integralmente qui di seguito, si invita a tenere conto dei rischi per i più fragili, si sottolinea che le chiese resteranno aperte per la preghiera personale, si comunica la possibilità di seguire ogni giorno alle ore 18 e la domenica alle ore 11 su “Maria Vision”  (in Umbria canale 602, o via internet) la Santa Messa a porte chiuse dal Santuario della Spogliazione e si innalza la supplica al Signore per vincere la sfida di questo contagio.

 

DIOCESI DI ASSISI – NOCERA UMBRA – GUALDO TADINO 

A tutti i fedeli

Assisi, 9 marzo 2020

Cari fedeli,

vi trasmetto, in allegato, le decisioni che, come Conferenza Episcopale Italiana e come vescovi umbri, abbiamo dovuto prendere a seguito dell’ultimo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che, tra tante altre cose, vieta in tutte le chiese d’Italia le cerimonie religiose, comprese le messe, e persino i funerali. È un punto del decreto che desta in tutti noi un senso di smarrimento. Ci può sembrare esagerato, nella nostra Regione, soprattutto dopo che ci siamo impegnati a organizzare la partecipazione secondo le regole della distanza di sicurezza e le precauzioni igieniche che dovrebbero tenerci al riparo dai rischi di diffusione del contagio.

Non possiamo tuttavia disobbedire a questa disposizione, tenendo conto della sua motivazione. Il contagio si sta espandendo in Italia e nel mondo, provocando sofferenze e morti. Se non riuscissimo a contenerlo, si avrebbe il collasso delle strutture ospedaliere con inevitabili contraccolpi non soltanto per i contagiati ma anche per tutti gli altri ammalati.

Non possiamo non farci carico dei nostri fratelli in difficoltà, nella stessa misura in cui ci preoccupiamo di noi stessi. Ce lo chiede la stessa Eucaristia, che è per eccellenza il sacramento dell’amore. Gesù, nella celebrazione eucaristica, continua a donare se stesso. Ricevendolo diventiamo una sola cosa con lui e tra di noi.  Ne nasce un rapporto di fraternità che si esprime anche nell’attenzione e nella premura vicendevole.

Se in questo periodo, cari fratelli e sorelle, non potremo partecipare direttamente alla Santa Messa, facciamolo unendoci spiritualmente ad essa e chiedendo a Gesù di venire nei nostri cuori con la “comunione spirituale”. Ci potrà aiutare anche la trasmissione televisiva. Essa di norma non sostituisce la partecipazione personale, ma in questo caso di emergenza è d’aiuto. Ogni giorno alle ore 18 e la domenica alle ore 11  “Maria Vision”  (in Umbria canale 602, o via internet)   trasmetterà la Santa Messa dal Santuario della Spogliazione, dove sarà celebrata senza partecipazione di popolo, con il minimo di presenze necessarie a una decorosa celebrazione.

Cresca, in questo periodo di mancanza della Santa Messa, la “fame” del pane eucaristico. Forse ci siamo troppo abituati a questo grande dono e il Signore ci chiede di riscoprirlo.  Dal decreto governativo non è stata intimata la chiusura delle chiese, alle ben note condizioni di sicurezza. Approfittiamone per incrementare l’adorazione eucaristica, organizzata senza celebrazioni di gruppo, prolungando gli orari dell’esposizione del Santissimo in modo che, fatta salva la presenza di qualcuno e la necessaria vigilanza, possa essere offerta ampia possibilità di una visita personale  per chi ne ha la possibilità nelle diverse ore del giorno.

Ovviamente i sacerdoti, senza partecipazione pubblica dei fedeli, celebreranno la Santa Messa ogni giorno offrendola per tutti. Facciamo diventare questa prova un momento di grazia. Si levi una grande supplica, perché il Signore abbia misericordia di noi e di tutti, ci aiuti a vincere la sfida di questo contagio e a ridurne al minimo le conseguenze negative sulla salute dei più fragili, sull’economia, sulle famiglie, sulla vita sociale.

È il momento di interrogarci. Non ci dobbiamo guardare solo dal “coronavirus” e da   problemi di salute, ma anche da tanti “virus” morali e sociali.  La Quaresima ci invita alla conversione. Pur spostandoci il meno possibile, e sempre usando tutte le cautele igieniche, non lasciamoci prendere dal panico e soprattutto non ci chiudiamo nell’egoismo. Se qualcuno ha bisogno di noi, veniamogli incontro. Gli anziani non si sentano abbandonati. Una telefonata, un servizio per la spesa, un soccorso, una attenzione, possono fare tanto bene. Nei fratelli bisognosi incontriamo e serviamo Gesù. Anche questa è  “eucaristia” vissuta.

Vi affido tutti all’intercessione di Maria e dei nostri Santi e vi benedico

+ Domenico Sorrentino, vescovo

Carlo Acutis prossimamente “Beato”

ASSISI – Carlo Acutis prossimamente beato! La diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino esulta. La notizia tanto attesa è arrivata. Il Papa ha approvato il miracolo che farà salire a breve – in primavera, in data da definire – il venerabile Carlo, sepolto al Santuario della Spogliazione di Assisi, agli onori degli altari.

Una gioia grande per questa Chiesa particolare, che lo ha visto camminare sulle orme di San Francesco verso la santità. Una gioia grande per la Chiesa ambrosiana, che gli ha dato i natali e lo ha accompagnato nel suo incontro con Gesù. Una gioia grande per gli ormai tanti devoti di Carlo in tutto il mondo. Una gioia grande soprattutto per i giovani, che trovano in lui un modello di vita.

Ormai i suoi “slogan” corrono di bocca in bocca. Sono affermazioni che danno il senso della vita. Il più radicale: “Non io ma Dio”. Solo la vita in Dio può assicurare gioia. Il più entusiasmante, specie per i giovani: “Tutti nasciamo originali, molti moriamo fotocopie”. Abbiamo bisogno della vera originalità. Proprio con l’esempio di Carlo il Papa ha proposto questo ideale nella Lettera ai giovani di tutto il mondo “Christus vivit”. E infine: “L’Eucaristia è la mia autostrada per il cielo”. Proprio così: se vogliamo avere in noi la gioia del cielo, non c’è strada più veloce di quella che Gesù ha scelto venendo in mezzo a noi fino a farsi “pane di vita” per noi.

Al Santuario della Spogliazione, in tandem con Francesco di Assisi che qui si spogliò di tutto per Cristo, Carlo sta già attirando migliaia di giovani e devoti da tutto il mondo. Mi auguro che la sua beatificazione possa farne ancor più un punto di riferimento e un incoraggiamento alla santità. Essa è vocazione per tutti. Anche per i giovani.

  La tomba di Carlo Acutis presso il Santuario della Spogliazione

Presentazione del libro “Gli abitanti del castelletto” di Miriam Viterbi

Lunedì 10 febbraio alle ore 10.30 presso la Sala della Spogliazione nel vescovado di Assisi, si terrà la presentazione del libro scritto da Miriam Viterbi, ebrea salvata in Assisi nel periodo della seconda guerra mondiale, dal titolo “Gli abitanti del castelletto”, romanzo scritto tra il 1943 – 1944.

Interverranno il sindaco di Assisi Stefania Proietti, Marina Rosati responsabile del Museo della Memoria, il vescovo mons. Domenico Sorrentino, Ruth Dureghello presidente della comunità ebraica di Roma. Modera l’incontro Ignazio Ingrao vaticanista del TG1.

CELEBRATO IL GIORNO DELLA MEMORIA NELLA SALA DELLA SPOGLIAZIONE

ASSISI – È stato mostrato dal vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, nel corso della cerimonia della Prefettura di Perugia in occasione della Giorno della Memoria, che si è tenuta lunedì 27 gennaio al “Museo della Memoria, Assisi 1943-1944”, nel Vescovado-Santuario della Spogliazione il romanzo intitolato “Gli abitanti del Castelletto”. Il libro inedito, scritto da una bambina ebrea che allora aveva solo dieci anni, ed ora vive a Gerusalemme, Mirjam Viterbi Ben Horin, rifugiata ad Assisi con la sua famiglia, è uscito proprio in questo giorni e sarà presentato lunedì 10 febbraio alla presenza della presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello e del giornalista del Tg1, Ignazio Ingrao. “E’ una storia felice, a prima vista – ha detto il vescovo – , ma che nasconde l’altra faccia della tragedia dell’olocausto. A leggere tra le righe, Mirjam racconta la Shoah. La racconta, paradossalmente, evitando di raccontarla. Questa ragazza è ancora capace di sognare”.

Alla cerimonia hanno partecipato il prefetto Claudio Sgaraglia, la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, il sindaco di Assisi, Stefania Proietti e le massime autorità civili e militari.

La presidente Tesei nel sottolineare l’importanza del Museo della Memoria e dei laboratori che vengono realizzati, ha precisato che in essi bisogna andare per “vedere il passato, analizzare il presente e avere in mente il futuro. La conoscenza che viene trasmessa è importantissima, soprattutto per gli studenti. Giornate come questa ci devono aiutare a una prospettiva basata sul rispetto e sull’insindacabilità di alcuni valori”.

Sono state consegnate le medaglie d’onore a cinque umbri quale riconoscimento per i “cittadini italiani, militari e civili deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra, ai quali, se militari, è stato negato lo status di prigioniero di guerra, e ai familiari dei deceduti, che abbiano titolo per presentare l’istanza di riconoscimento dello stato di lavoratore coatto”. A ricevere le medaglie sono stati Amedeo Faloci, nato a Montone nel 1927 e i familiari di Guido Casagrande, nato a Gubbio nel 1916, Agostino Conocchia, nato a Montefalco nel 1921, Guglielmo Iezza, nato a Castellamare di Stabia nel 1920 e Domenico Macellari, nato a Tarquinia nel 1912.  Nel corso della cerimonia, alla quale hanno partecipato gli studenti della scuola secondaria di primo grado Frate Francesco di Assisi, il sindaco Stefania Proietti ha annunciato l’iniziativa presa insieme al “Museo della Memoria, Assisi 1943-1944” di conferire la cittadinanza onoraria per la pace ai tredici sopravvissuti ai campi di sterminio nazista e ancora oggi in vita.

>>Guarda tutta la fotogallery

“FACCIAMO REGALI MENO COSTOSI E DESTINIAMO QUEL RISPARMIO A CHI HA BISOGNO”

ASSISI – “Sia questo tempo di festa, un tempo di riflessione e di tranquillità, durante il quale sappiamo condividere con gli altri la gioia di Gesù che nasce”. È questo l’augurio e l’invito che il vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino monsignor Domenico Sorrentino rivolge alla comunità diocesana per il Santo Natale. “Ogni giorno siamo sommersi da problemi, impegni, questioni di ogni genere che, spesso, ci distolgono dalle cose importanti: sfruttiamo questo periodo natalizio per vivere appieno la famiglia, la parrocchia, gli amici, le relazioni e soprattutto la nostra fede. Non dimentichiamoci, nella preghiera e nell’azione, di coloro che hanno meno. Natale è tempo di regali ed è bella questa dimostrazione di affetto rappresentata dallo scambio dei doni; compriamo però un regalo meno costoso e destiniamo il risparmio ad un’opera di carità. Basta poco per portare il sorriso sul volto di chi fa i conti tutti i giorni con la povertà e la sofferenza”.

Con questo auspicio inizieranno le visite per gli auguri natalizi che, come ogni anno, monsignor Sorrentino riserva al personale e agli assistiti delle strutture  che ospitano malati, anziani, bisognosi.

Sabato 21 dicembre alle ore 10,30 il vescovo sarà alla Casa di riposo di Sigillo e lunedì 23 alle ore 10 alla Casa di riposo “Andrea Rossi”.  Lunedì 23 dicembre dalle 16 in poi visiterà gli ospiti delle varie case Caritas.  Martedì 24 alle ore 9 sarà all’Istituto Serafico e alle 13  parteciperà al pranzo con i poveri dell’associazione “Arnaldo Fortini”. Alle ore 23 celebrerà  la  messa della veglia di Natale nella cattedrale di San Rufino, mentre il giorno di Natale celebrerà  alle ore 11,15 nella concattedrale di Santa Maria Assunta a Nocera Umbra.

Altissima Luce: concerto per il venerabile “Carlo Acutis”

Assisi – Domenica 5 gennaio 2020 alle ore 18.00 presso il Santuario della Spogliazione – chiesa di Santa Maria Maggiore in Assisi, si svolgerà il concerto in onore del venerabile Carlo Acutis. L’orchestra giovanile di Assisi e il gruppo vocale Tritonus si esibiranno con Musiche di Johann Sebastian Bach, Alessandro Marcello, Karl Jenkins, Alfonso Maria De Liguori; diretti da Franco Radicchia, direttore del coro e da Francesco Seri, direttore musicale.