Author: Redazione Santuario

La reliquia del Beato Carlo Acutis per la quarta volta in Irlanda

La vita del giovane continua a essere un esempio per tanti fedeli, soprattutto coetanei

“Quale gioia nel portare per la quarta volta una reliquia del Beato Carlo Acutis, da Assisi all’Irlanda, per una visita nell’ottava diocesi! Questo primo Beato del millennio, che segue le orme di San Francesco d’Assisi, è un invito a tutti, soprattutto ai giovani e alle famiglie, a non sprecare la vita, ma a farne un capolavoro”. Le parole del vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, in preparazione al nuovo pellegrinaggio nella diocesi di Clogher dal 3 al 5 marzo – con inizio nella Saint Macartan’s Cathedral, a Monaghan, domenica 3 marzo, per poi spostarsi il giorno successivo nella Saint Michael’s Church, a Enniskillen città nota per la violenza mortale del passato e la riconciliazione e la pace del presente.

Ad accompagnare il frammento della reliquia del beato Carlo Acutis – si legge in una nota della Diocesi – sarà monsignor Anthony Figueiredo, responsabile delle Relazioni internazionali della diocesi. Il beato Carlo, il ragazzo in “jeans e scarpe da ginnastica”, è morto per leucemia a soli 15 anni nel 2006; nutriva una passione per la santità e basava la sua vita sull’Eucaristia per crescere nel rapporto con Gesù. Come diceva sempre “Essere sempre uniti a Gesù questo è il mio programma di vita”.

Carlo, ispirato dalla Madonna e dai santi, fu trasfigurato dall’amore per Dio e per il prossimo, soprattutto gli ultimi della società, nutrito dalla coerenza nella vita sacramentale e nell’adorazione. La reliquia del beato Carlo Acutis è già stata tre volte in sette diocesi irlandesi: a giugno nell’arcidiocesi di Armagh e nella diocesi di Down e Connor, in settembre nelle diocesi di Derry, Elphin, Tuam (Knock) e Dromore e a novembre nell’arcidiocesi di Dublino: in tutti i casi, attirando migliaia di pellegrini.

Da Assisi appello contro la guerra e l’uso del nucleare: “Rimettere al centro le religioni per trovare la pace”

Convegno del Comitato per una Civiltà dell’Amore e Diocesi, il vescovo: “Dal luogo della spogliazione di Francesco, questo messaggio arrivi al mondo”

“Il nucleare costituisce una minaccia per l’umanità, si pensi alle 12.500 testate nucleari strategiche esistenti di cui i 3.700 già schierate su missili e aerei. In questo luogo, la sala della Spogliazione, in cui risuonano otto secoli di messaggio di pace incarnato dal corpo nudo di Francesco di Assisi, questo dibattito ha qualcosa di paradossale e, al tempo stesso, di attuale e di ispirante per il cammino dell’umanità”. Lo ha detto il vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, nel suo intervento al convegno “Religioni e conversione delle armi nucleari in progetti di pace e sviluppo” organizzato dal Comitato per una Civiltà dell’Amore, in corso oggi, sabato 24 febbraio, nella sala della Spogliazione del palazzo vescovile ad Assisi. “Proprio questo luogo e la bomba valoriale che rappresenta – ha aggiunto monsignor Sorrentino – ci hanno ancora una volta spinto a collaborare con Civiltà dell’Amore aprendo gli spazi del nostro Santuario a una riflessione che, non a caso, in questa giornata si declina come un momento di riflessione-preghiera, e poi, solo dopo, nelle ore pomeridiane, di riflessione prospettica e, se si vuole, politica, proiettata sugli sviluppi di una energia nucleare che, con gli uomini che l’hanno scoperta e declinata per il male, in una energia che si ‘converta’ in possibilità di bene, facendo i conti onestamente sulla questione dei rischi di una tale conversione”.

Monsignor Sorrentino ha lodato anche la “connessione” di questo convegno allo ‘spirito di Assisi’, coniato proprio in termini di preghiera per la pace da San Giovanni Paolo II, che “convocando ad Assisi il 27 ottobre 1986 i leader religiosi dell’umanità, volle dare un ruolo ed anzi un primato alla preghiera, come espressione di un dialogo del vissuto più che del parlato, un vissuto in cui si fa spazio alla grazia più che all’iniziativa umana”. La giornata contro la guerra e l’uso del nucleare, voluta nel giorno del secondo anniversario della guerra in Ucraina, si è aperta con i saluti di padre Marco Moroni, custode del Sacro Convento e di Giuseppe Rotunno, presidente del Comitato per una Civiltà dell’Amore, ma anche del sindaco di Assisi Stefania Proietti, che ha sottolineato la sua gioia per “un momento davvero bellissimo in cui alla preghiera si unisce un argomento che forse suscita riso e ironia, il disarmo nucleare. Ma vorrei ringraziare il presidente Rotunno che ci fa sentire la responsabilità e il dovere di richiamare alla pace. Porto il saluto di una comunità intera che chiede con forza che Assisi spenda il suo nome per la pace, e che condanna le manganellate ai minorenni che si impegnano per la pace. Chiediamo inoltre di non fermarci al disarmo nucleare, parliamo anche del boicottaggio dell’economia di guerra”.

Al panel “Le Religioni e la conversione nell’era globale”, oltre al cardinale Giorgio Marengo, prefetto apostolico in Mongolia, la Commissione Spirito di Assisi, i rappresentanti delle religioni e Andrea Bartoli della Sant’Egidio Foundation for peace and dialogue, è intervenuto anche il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme: “Saluto questo incontro su pace e dialogo religiosi che arriva in un momento molto difficile in Terra Santa: nessuno vuole sentire la parola pace e in pochi ci credono, non si vuole neanche sentire parlare di rapporto tra religioni e pace, perché si dice che i motivi delle tensioni siano religiosi e che ci siano delle scelte politiche legate alla religione. Quello che viviamo è il momento più difficile degli ultimi decenni, ed è uno spartiacque nella vita politica del paese. Tra israeliani e palestinesi ci sono questioni rimaste in sospeso che ora sono esplose e serve affrontare i problemi alla radice: oggi le relazioni tra le varie comunità sono ai minimi storici, gli ebrei non si sentono supportati da cristiani e i musulmani sono accusati di essere conniventi con i fatti 7 ottobre, mentre cristiani si dividono qui e là. Ma la crisi deve essere un’opportunità e un momento di crescita: il dibattito ha puntato molto sulle ferite del passato, un bagaglio che ci portiamo tutti dietro, ma bisogna guardare le ferite del presente e il dialogo interreligioso deve essere capace di costruire prospettive per il futuro. Abbiamo bisogno di una nuova sintassi del dialogo interreligioso, di rimettere a fuoco temi e rapporto tra politica e religione, il rapporto tra fede, religione e Stato, il rapporto tra religione e terra. Noi cristiani abbiamo spiritualizzato la lettura biblica, ma altri non lo hanno fatto: ci sono differenze che non abbiamo affrontato e ora sono nodi venuti al pettine. Bisogna abbattere pregiudizi e stereotipi, un passo necessario per costruire prospettive di pace: in Medio Oriente non si può parlare di pace senza religione, ma finora la visione religiosa non è stata inclusa, si parla solo di territori e spazi, argomenti che non hanno funzionato. È necessario riconnettere la visione religiosa ‘liberata’ dal potere, dai condizionamenti, per illuminare chi decide nella maniera giusta perché, se si costruiscono prospettive di pace in Medio Oriente verrà contagiato anche il resto del mondo”. Nel pomeriggio il panel dal titolo: “La conversione delle armi nucleari e la pace nel mondo”. Dopo il dibattito, la giornata si è chiusa con le riflessioni finali di monsignor Sorrentino e del presidente Rotunno.

Isernia, la parrocchia di San Giuseppe Lavoratore ha accolto la reliquia del Beato Carlo Acutis (FOTO)

In chiesa è stata allestita anche una mostra dedicata al giovane

La parrocchia di San Giuseppe Lavoratore a San Lazzaro ha accolto nei giorni scorsi la reliquia del Beato Carlo Acutis.

Tanti i fedeli che in questi giorni stanno partecipando ai riti a lui dedicati, che si concluderanno domenica 25 febbraio con la celebrazione della Santa Messa, officiata alle ore 11.30, dal vescovo di Isernia, monsignor Camillo Cibotti.

In chiesa è stata allestita anche la mostra dedicata a Carlo Acutis, proclamato Beato nel 2020. Carlo Acutis nacque a Londra il 3 maggio 1991, da genitori italiani. Nel settembre 1991, la famiglia rientrò a Milano.

Fin da piccolo, Carlo fu caratterizzato da una fortissima fede cattolica. La sua devozione, rivolta in particolare all’Eucaristia. I suoi modelli erano i santi Francisco e Jacinta Marto, san Domenico Savio, san Luigi Gonzaga e san Tarcisio.

Nel 2006, all’età di 15 anni, venne improvvisamente colpito da una leucemia fulminante, a causa della quale morì il 12 ottobre, in soli tre giorni, presso l’ospedale San Gerardo di Monza.

Prima di morire dichiarò di voler offrire le sue sofferenze per il Papa e per la Chiesa e promise alla madre Antonia che le avrebbe dato molti segni della sua presenza. (Testo di Isernia News)

Ad Assisi il convegno “Religioni e conversione delle armi nucleari in progetti di pace e sviluppo”

Sabato 24 febbraio convegno di Civiltà dell’Amore e Diocesi nella sala della Spogliazione. Esperti e rappresentanti delle diverse fedi parlano di progetti di pace e sviluppo

ASSISI – A due anni dall’inizio della guerra in Ucraina, il Comitato per una Civiltà dell’Amore e la Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino promuovono il convegno “Religioni e conversione delle armi nucleari in progetti di pace e sviluppo”. L’iniziativa si svolgerà sabato 24 febbraio dalle ore 10 alle 17 circa nella sala della Spogliazione del palazzo vescovile, ad Assisi.
La giornata si aprirà alle ore 10 con i saluti di Stefania Proietti, sindaco di Assisi, di padre Marco Moroni, custode del Sacro Convento e di Giuseppe Rotunno, presidente del Comitato per una Civiltà dell’Amore. Seguirà una relazione introduttiva di monsignor Domenico Sorrentino, vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno. Seguirà il panel “Le Religioni e la conversione nell’era globale”, con gli interventi del cardinale Giorgio Marengo, prefetto apostolico in Mongolia, della Commissione Spirito di Assisi e dei rappresentanti delle religioni. A seguire il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme e Andrea Bartoli della Sant’Egidio Foundation for peace and dialogue.

Dopo una pausa dalle 14 alle 15 si riprenderà con “La conversione delle armi nucleari e la pace nel mondo”, panel moderato da Stefano Monti, presidente AIN (Associazione italiana nucleare) con l’ambasciatore Carlo Trezza – Scientific Advisor, Istituto Affari internazionali: Massimo Sepielli, esperto nucleare e membro del Comitato per una Civiltà dell’Amore; Roberto Adinolfi, presidente Ansaldo-Nucleare; e Mrs. Mary T. Stronach, vice ministro generale OFS. Dopo il dibattito, la giornata si chiuderà con le riflessioni finali di monsignor Sorrentino e del presidente Rotunno. Il link di collegamento zoom per assistere alla conferenza è il seguente: https://us02web.zoom.us/j/83361522649?pwd=QUlmSUxLSlJ3YlVMOXJOMGVVYVF6QT09; Passcode: 686347

La locandina in pdf

Il cardinale Peter Ebere Okpaleke in visita al Santuario

Il cardinale Peter Ebere Okpaleke, vescovo della diocesi di Ekwulobia in Nigeria, arrivato in Umbria per le celebrazioni in occasione della solennità del patrono della diocesi di Foligno San Feliciano, giovedì 25 gennaio, ha visitato Assisi.

Accolto dal vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, il cardinale Okpaleke in mattinata ha presieduto la santa messa, concelebrata dal vescovo e dal vicario generale don Jean Claude Kossi Anani Djidonou Hazoumé, nella chiesa di Santa Maria Maggiore – Santuario della Spogliazione. Al termine della celebrazione il cardinale ha pregato sulla tomba del Beato Carlo Acutis. Infine accompagnato dal vescovo, dal rettore del santuario padre Marco Gaballo e dal responsabile delle Relazioni internazionali della diocesi monsignor Anthony Jesus AleluiaFigueiredo, il cardinale ha fatto sosta nel chiostro del palazzo vescovile, ha attraversato la Porta di Francesco, l’antica porta di accesso del vescovado e visitato i luoghi dove San Francesco ha rinunciato a tutti i suoi beni per conformarsi a Cristo.

Il Santo Padre conferma il vescovo di Assisi alla guida di The Economy of Francesco

Lettera del Papa al Comitato: “Vi prego di farvi interpreti di quanto i giovani stanno sognando e portando avanti”

Con lettera del 5 dicembre scorso Papa Francesco scrivendo a monsignor Domenico Sorrentino, vescovo delle Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, e agli altri membri del Comitato organizzatore di Economy of Francesco, Luigino Bruni, economista, e Francesca di Maolo, presidente dell’Istituto Serafico, ha rilanciato il progetto da lui voluto affidando allo stesso vescovo di Assisi il compito di provvedere alla definizione delle sue linee organizzative d’intesa con il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale.

“Considerato il legame che si è creato con la Chiesa particolare che ha ospitato dalle origini l’iniziativa Economy of Francesco – è scritto nella lettera del Santo Padre – , affido dunque l’intero progetto alla sollecitudine pastorale del Vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, affinché, come Autorità competente, provveda a tutto ciò che occorra per attribuirgli il dovuto status giuridico, emanando, nel caso, opportuni provvedimenti e norme. Al medesimo Ordinario spetterà la vigilanza su Economy of Francesco a norma della legge canonica. Il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che vi ha accompagnati fino a questo punto del cammino, continuerà a essere al vostro fianco per le questioni relative al Magistero Pontificio e alla Dottrina Sociale della Chiesa. So che sono stati coinvolti dei giovani attivi nelle varie regioni del mondo per ricevere spunti sullo sviluppo organizzativo e sul governo futuro. Vi prego dunque di farvi interpreti di quanto i giovani stanno sognando e portando avanti. Caro Fratello, cari Membri del Comitato organizzatore, vi rinnovo la riconoscenza per quanto compiuto e vi sono grato per quanto sarete ancora disposti a fare. Di cuore vi benedico, chiedendovi di continuare a pregare per me”.

Monsignor Sorrentino, anche a nome degli altri membri del Comitato, ha ringraziato il Santo Padre per la rinnovata fiducia. “Spero in tempo debito – ha detto il vescovo – di provvedere affinché questo processo, che vede tanti giovani nel mondo impegnati con entusiasmo e competenze, possa avere il successo che merita per il rinnovamento integrale dell’economia all’insegna della solidarietà, della giustizia e del rispetto dell’ambiente”.

Sul sito della diocesi la lettera del Papa

Focolarini in pellegrinaggio al Santario della Spogliazione

Il 7 dicembre il Movimento dei Focolari, nato dal carisma dell’unità di Chiara Lubich, ha festeggiato gli 80 anni della fondazione nella fedeltà alle sue origini. Al culmine delle celebrazioni l’udienza con Papa Francesco in Vaticano, preceduta da un pellegrinaggio di ringraziamento ad Assisi, Loreto e Roma, per quanto vissuto fin qui e per una nuova ripartenza.

Ad Assisi erano quasi un centinaio i partecipanti al pellegrinaggio dello scorso 2 dicembre: in città Margaret Karram, presidente del Movimento dei Focolari, insieme con il Consiglio Generale ed i delegati dei vari territori nel mondo. Accolti al Santuario della Spogliazione dal vescovo monsignor Domenico Sorrentino i delegati hanno potuto attraversare l’antica porta di Francesco, vedere il cantiere che riporterà alla luce il vecchio episcopio, pregare e riflettere su questo luogo, icona francescana, dimenticata per lungo tempo. Il vescovo non ha mancato di sottolineare l’attualità della spogliazione di San Francesco che ancora oggi ci spinge a riflettere sulle nostre debolezze e la necessità di liberarsi di qualcosa di proprio per fare posto agli altrui desideri, bisogni e diritti.

Economia della fraternità, Assisi dà il buon esempio

Monsignor Sorrentino: “Basta parole, con questo riconoscimento abbiamo voluto fare azioni concrete"

ASSISI – “Questo Premio è un riconoscimento concreto alla fraternità vissuta in maniera intelligente ed efficace anche sul piano economico. È un sostegno che va ad aiutare realtà imprenditoriali minori che hanno bisogno di una spinta di avvio ma che sono un esempio di quella nuova economia, solidale, umana, circolare e fraterna di cui c’è tanto bisogno, specialmente nelle regioni più povere del mondo”. A dirlo è il vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2024 del “Premio internazionale Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per una economia della fraternità” svoltasi martedì 5 dicembre nella Filmoteca Vaticana. “Da Assisi – aggiunge il vescovo – diamo concretezza al messaggio di San Francesco e del beato Carlo Acutis, in linea con l’iniziativa del Santo Padre che, con The Economy of Francesco, ha invitato giovani economisti, changemakers e imprenditori a rifondare l’economia, dandole un’anima. Sull’esempio di San Francesco e del Beato Carlo Acutis ci siamo detti che ad Assisi non potevamo fare le chiacchiere; le parole non servono, Francesco ci tirerebbe le orecchie, sia Francesco santo che Francesco papa. Ci siamo detti: proviamo a fare qualcosa di diverso da un semplice gesto di elemosina, vorremmo mettere in moto un processo generativo. Grazie alla generosità di imprenditori lungimiranti, attenti alle persone più che al profitto, con questo premio già negli anni scorsi abbiamo permesso a realtà svantaggiate economicamente ma ricche del capitale della fraternità di essere un modello di speranza e di cambiamento”. Alla conferenza hanno preso parte anche il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo emerito di Agrigento, suor Alessandra Smerilli, segretario del Dicastero per lo Servizio dello Sviluppo umano integrale, padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni sociali della diocesi di Roma e membro della commissione valutativa del Premio, monsignor Anthony Figueiredo, coordinatore del Premio e suor Roberta Arcaro, responsabile del Segretariato delle missioni delle Suore Francescane Angeline, vincitrici dell’edizione 2023.

“Come Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale – le parole di Suor Smerilli – siamo felici che la Diocesi di Assisi – Nocera – Gualdo abbia promosso questa iniziativa. Noi lavoriamo a servizio del Papa e di tutte le chiese del mondo perché sia vera la parola di Gesù ‘Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza’. Il nostro lavoro è di fare in modo che si rimuovano gli ostacoli allo sviluppo: e le attività imprenditoriali possono essere una via di sviluppo e di pace e l’impresa può diventare promotrice di fraternità e di pace. Non dobbiamo dimenticare che la Diocesi è diventata la culla di Economy of Francesco, da cui è nato un momento di tantissimi giovani da tutte le parti del mondo e di tutte le età che stanno dando la vita per la fraternità e la pace”.

“Sono convinto – le parole di padre Albanese – che questo premio sia stato concepito dopo un lungo discernimento. Mai come oggi le diseguaglianze gridano vendetta al cospetto di Dio e mai come oggi è importante affermare un messaggio all’insegna della comunione e della fraternità, come Papa Francesco ha dimostrato nel suo illuminato magistero. Se uno legge lo Statuto del premio, vedrà che è una straordinaria lezione di dottrina sociale: leggendo gli orientamenti si riescono a cogliere le coordinate per innescare il cambiamento. Indipendentemente dal denaro a disposizione non possiamo cambiare il mondo ma ritengo che, così come è stato concepito, questo Premio sia il lievito che fa fermentare la massa”.

Monsignor Figueiredo ha ricordato i premiati delle edizioni precedenti sottolineando che “questo premio vuole dare voce alle piaghe dei fratelli scartati e spogliarci dalla mentalità odierna, passando da un’economia del profitto a un’economia della fraternità. L’anno scorso le domande sono arrivate da quattro continenti, 23 nazioni, 18 dall’Africa. La generatività è uno dei criteri per le domande: i vincitori del premio devono essere protagonisti del loro riscatto per sviluppare i loro territori e le loro comunità, ma anche per custodire la casa comune”.

“Grazie – le parole di suor Arcaro – perché il premio non è servito a costruire un panificio, ma a cambiare mentalità. I nostri sono ragazzi che vivono in un ambiente di totale povertà ma che ora sono formati alla gestione di quello che verrà prodotto. Noi stiamo cercando di lavorare come se dovessimo andare via il giorno dopo lasciando l’opera in mano ai ragazzi. La formazione ci impegna, non solo per imparare il mestiere ma anche per formare l’uomo e la donna”.

“Complimenti al vescovo Sorrentino – il saluto finale del cardinale Montenegro – per questo coraggio di mostrarci San Francesco non solo come un uomo umile e mite ma forte e con i muscoli, che sa fare e andare lontano. E grazie perché la restituzione non è soltanto un gesto di carità, ma un atto di giustizia. Vedendo i bambini vincitori della scorsa edizione pensavo ai morti di Lampedusa: i morti nel mare, nel deserto, in Albania, sono persone che graffiano l’anima. e questa mi auguro che questa restituzione non avvenga solo perché Francesco e Carlo sono diventati due capisaldi. Mi auguro che facciano riflettere la Chiesa sul cambiare stile, per poter vivere l’economia diversamente”.

Il bando pubblicato e sostenuto dalla Fondazione diocesana di religione – Santuario della Spogliazione, istituita dalla diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, è online sul sito www.francescoassisicarloacutisaward.com. Le domande di partecipazione devono essere presentate entro il 31 gennaio 2024. Il premio, che viene consegnato a maggio in occasione dell’anniversario del Santuario della Spogliazione, è stato istituito, si legge nello statuto, allo scopo di “promuovere un rinnovamento dell’economia all’insegna dell’universale fraternità di tutti gli esseri umani a partire dalla condizione e dagli interessi dei più umili e disagiati, nella prospettiva evangelica dell’unica paternità di Dio e del suo disegno di amore per tutti i suoi figli”. Il progetto vincitore riceverà una corresponsione in denaro di al massimo 50.000 euro, frutto della sensibilità di un comitato di sostenitori.

Al vincitore sarà inoltre consegnato un foulard con l’immagine della spogliazione, in ricordo del gesto con cui l’allora Vescovo di Assisi, Guido, coprì il giovane Francesco Bernardone nel momento della sua spogliazione, e un’icona con il logo del Premio, portando i volti di San Francesco e del Beato Carlo Acutis.

Il premio, nella sua edizione inaugurale del 15 maggio 2021 è stato assegnato, a titolo emblematico e fuori concorso, all’Istituto Serafico di Assisi; nel 2022 il riconoscimento da 50 mila euro è stato assegnato al progetto Ecobriqs Charcoal Briquettes, realizzato da un gruppo di 15 persone con disabilità della diocesi di Pasig, nelle Filippine (Manila metropolitana), che usando rifiuti, scarti e ninfee infestanti producono – tramite una tecnologia rivoluzionaria – i bricchetti di carbone. I promotori avevano anche deciso di sostenere Farm of Francesco, progetto frutto di Agriculture & Justice Village, uno dei villaggi di Economy of Francesco, con 15.000 euro. Infine, nel 2023, il premio da 50.000 euro era stato assegnato alla “Casa del Pane”, un laboratorio per la panificazione e la vendita di prodotti da forno, in Ciad, che sarà gestito da ragazzi e ragazze disoccupati, orfani o in difficoltà, con il sostegno delle suore francescane angeline.

Un premio di 50mila euro per l’economia della fraternità

ROMA – Un aiuto concreto per avviare processi economici che nascono dal basso nel rispetto della persona, in un clima di fraternità e che siano d’esempio per la diffusione di un’economia fraterna, umana e solidale, così come auspicato più volte dal Papa anche con The Economy of Francesco. Si poggia su queste basi il Premio internazionale “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per una economia della fraternità”, istituito dalla Fondazione Santuario della Spogliazione della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e che riconosce al vincitore un sostegno di 50 mila euro, un’icona con l’immagine di San Francesco e del Beato Carlo Acutis e il foulard della spogliazione realizzato da Brunello Cucinelli.

“Con la premiazione dello scorso anno di un progetto in Ciad, realizzato da giovani di strada che ora, grazie a questo aiuto, lavorano – spiega il vescovo monsignor Domenico Sorrentino – , facciamo conoscere e sosteniamo un’economia diversa, solidale, fraterna ed equa”. Il premio e il relativo bando 2023/2024 saranno presentati:

MARTEDI’ 5 DICEMBRE ALLE ORE 11.00

Filmoteca Vaticana, Palazzo San Carlo

00120, Città del Vaticano (Accesso dal Sant’Uffizio)

Intervengono:

Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno
Suor Alessandra Smerilli, segretario del Dicastero per lo Servizio dello Sviluppo umano integrale
Padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni sociali della diocesi di Roma e membro della commissione valutativa del Premio
Anthony Figueiredo, coordinatore del Premio
Suor Roberta Arcaro, responsabile del Segretariato delle missioni delle Suore Francescane Angeline

MODALITÀ DI ACCREDITAMENTO

I giornalisti e gli operatori media che intendono partecipare devono inviare richiesta, entro 24 ore dall’evento, attraverso il Sistema di accreditamento online della Sala Stampa della Santa Sede, all’indirizzo: press.vatican.va/accreditamenti

Si è concluso il pellegrinaggio della reliquia del Beato Carlo Acutis in Irlanda

Si è concluso lunedì 27 novembre il nuovo pellegrinaggio in Irlanda della reliquia del Beato Carlo Acutis. La reliquia, un frammento del pericardio, la membrana che circondava e che ha protetto il suo cuore, sabato 25 e domenica 26 novembre è stata venerata nella chiesa del Santo Redentore, a Bray, con la presenza dell’arcivescovo Dermot Farrell e successivamente alla Sacra Famiglia, Aughrim Street, mentre lunedì 27 è arrivata a San Kevin e San Kilian, Kilnamanagh-Castleview. Tutte le immagini sul sito della diocesi.