Author: Redazione Santuario

La reliquia del Beato Carlo Acutis al Congresso eucaristico nazionale degli Stati Uniti

INDIANA – Nei giorni scorsi è arrivata a Indianapolis, nello stato dell’Indiana, la reliquia di primo grado del Beato Carlo Acutis, per essere venerata al Congresso eucaristico nazionale in corso da mercoledì 17 a domenica 21 luglio.

Il pellegrinaggio è iniziato nello Stato di Washington dove la reliquia, un frammento del pericardio, la membrana che circondava e che ha protetto il cuore del giovane Beato, è stata esposta e venerata in alcune chiese dell’arcidiocesi di Seattle per poi raggiungere la Penisola Olimpica e Anacortes. Tutte le foto sul sito della diocesi di Assisi – Nocera – Gualdo.

La reliquia del Beato Carlo Acutis per la seconda volta in America (foto)

SEATTLE – È iniziata nei giorni scorsi la missione della delegazione della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino negli Stati Uniti dove la reliquia del Beato Carlo Acutis, un frammento del pericardio, la membrana che circondava e che ha protetto il suo cuore, verrà portata in pellegrinaggio in varie parrocchie del continente americano. (Continua dopo la foto)

Si è partiti dalla chiesa di St. Stephen the Martyr nell’arcidiocesi di Seattle dove, in vista del Congresso eucaristico nazionale in Indiana, mercoledì 10 luglio nel pomeriggio la reliquia è stata esposta per essere venerata. (Continua dopo la foto)

In tanti hanno partecipato a questo intenso momento di preghiera durante il quale è stata ricordata la prossima canonizzazione del giovane Beato. Dopo la santa messa alla quale ha partecipato la comunità mista Usa e ecuadoriana è seguita la benedizione con la reliquia del giovane Beato. (Continua dopo la foto)

Tutte le fotogallery sul sito della diocesi, 1 e 2

Ad Assisi il consiglio direttivo nazionale del Collegamento Nazionale Santuari | Foto

In corso ad Assisi fino al 4 luglio il consiglio direttivo dei Santuari italiani, allargato ai delegati regionali. Si parlerà tra l’altro della presentazione e dell’organizzazione del Convegno nazionale di Catania dal 18 al 22 novembre e delle iniziative del CNS per il prossimo Giubileo del 2025 con un dialogo sulla bolla papale di indizione circa il Giubileo.

Nella mattinata del 2 luglio, i delegati hanno visitato il Santuario della Spogliazione; dopo la messa celebrata dal vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, anche assistente ecclesiastico del Collegamento nazionale santuari, si è svolto un momento di incontro e condivisione nella Sala della Spogliazione.

Carlo Acutis Santo, il vescovo: “Assisi si prepara alla canonizzazione” |Video

Monsignor Sorrentino: “Al Santuario della Spogliazione, Francesco e Carlo sono un team eccezionale di annuncio del Vangelo”. In uscita la nuova edizione di Originali non fotocopie

ASSISI – “Siamo felici che il Papa abbia annunciato, insieme con tanti altri Santi, la canonizzazione del Beato Carlo Acutis, i cui resti mortali sono conservati presso il Santuario della Spogliazione di Assisi. La data non è stata ancora determinata, ma siamo certi che il Santo Padre vorrà scegliere un’occasione significativa, immaginiamo nel prossimo anno giubilare, perché la testimonianza del nostro Carlo continui ad incidere sulle coscienze, specialmente dei giovani e degli adolescenti ma non solo, suscitando un grande amore per Gesù Eucaristia e un grande desiderio di santità sulle sue orme e quelle dei Santi a cui egli si è ispirato, in modo speciale Francesco d’Assisi”. A dirlo è il vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, a seguito del Concistoro svoltosi lunedì 1° luglio, durante il quale il Papa ha decretato che i Beati Manuel Ruiz López con sette compagni, Francesco Mooti e Raffaele Massabki, Giuseppe Allamano, Marie-Léonie Paradis ed Elena Guerra saranno iscritti all’Albo dei Santi domenica 20 ottobre 2024, mentre il Beato Carlo Acutis lo sarà in data da determinare. “In questi mesi – continua il vescovo – la nostra Chiesa di Assisi farà del suo meglio per accogliere tanti pellegrini e devoti che si stanno moltiplicando nel mondo. Francesco e Carlo insieme sono un eccezionale team di annuncio del Vangelo, mostrando la verità di quanto il Beato Carlo amava dire ai giovani: ‘Solo Gesù è capace di rendere originali e non fotocopie, riempiendo di gioia la nostra vita’. Il libro che sto ripubblicando (Originali non fotocopie, Carlo Acutis e Francesco d’Assisi, Edizioni Francescane italiane) integrato e aumentato – aggiunge ancora monsignor Sorrentino – lo mostrerà in mondo convincente, ma più ancora lo mostrano i volti dei giovani e dei pellegrini che si affacciano nel nostro Santuario e dal contatto con i resti di Carlo e varcando la porta di Francesco si sentono spinti a rivedere la propria esistenza nella direzione del Vangelo. Questo luogo – conclude il vescovo – è diventato in poco tempo un vero vulcano in eruzione di grazia e santità”.

A fine maggio Papa Francesco ha riconosciuto il nuovo miracolo di Carlo Acutis, autorizzando il Dicastero per le cause dei Santi a pubblicare il relativo decreto. Si tratta del miracolo compiuto per Valeria, una giovane del Costa Rica e studentessa universitaria a Firenze, che nel luglio del 2022 era caduta dalla bicicletta e finita in coma irreversibile. Al Careggi le diagnosticarono un trauma cranico molto grave, le speranze di vita erano azzerate. La mamma Liliana, sei giorni dopo, venne in Assisi, per raccomandare la figlia al Beato Carlo e passò tutta la giornata inginocchiata davanti alla sua tomba. In serata le arrivò una telefonata dall’ospedale informandola del miglioramento improvviso e inspiegabile della figlia: Valeria aveva ripreso a respirare spontaneamente, il giorno dopo riprese a muoversi e parzialmente a parlare. A settembre, insieme alla mamma, Valeria è venuta ad Assisi per pregare sulla tomba di Carlo e ringraziare per il miracolo ricevuto.

Nel 2020, Acutis era già stato dichiarato Beato dalla Congregazione delle cause dei Santi che aveva esaminato un altro suo miracolo, avvenuto nell’ottobre 2013 nella chiesa di San Sebastiano a Campo Grande, in Brasile: dopo avere toccato una reliquia del giovane, un pezzo di maglia appoggiato sul suo corpo, un bambino di sei anni di nome Matheus, che soffriva di una grave anomalia al pancreas, era completamente guarito.

Premio Francesco d’Assisi e Carlo Acutis, pubblicato il nuovo bando

È rivolto a progetti generativi, nati in un contesto di fraternità; a disposizione 50 mila euro

ASSISI – La Fondazione diocesana di religione – Santuario della Spogliazione ha pubblicato il nuovo bando del premio internazionale “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis, per una economia della Fraternità” per l’edizione 2024/2025.

Il concorso è rivolto a persone, enti, associazioni e società, di qualunque parte del mondo, e specialmente delle regioni più povere che, per far fronte alla mancanza di opportunità e alle scarse possibilità economiche si mettono insieme, in forme cooperative o comunque di collaborazione, intorno a valide idee progettuali in favore dei più svantaggiati per lo sviluppo dei propri territori e delle proprie comunità. Sviluppando i principi etico-valoriali del Premio, i progetti presentati devono rappresentare iniziative che innescano processi economici fraterni “dal basso”. Saranno ammessi anche progetti già avviati (al massimo da cinque anni), come da relativa documentazione richiesta. A parità di giudizio da parte della Commissione valutativa saranno privilegiati quelli più recenti.

La domanda di partecipazione, online sul sito www.francescoassisicarloacutisaward.com, deve essere presentata entro il 31 gennaio 2025.

Il Premio consiste in una corresponsione in denaro, non superiore a 50.000,00 euro (Cinquantamila/00) da utilizzare esclusivamente per la realizzazione del progetto premiato; in un riconoscimento pubblico nel quadro della festa annuale del Santuario della Spogliazione; nell’investitura simbolica del vincitore con il “mantello di Francesco” in ricordo del gesto con cui l’allora vescovo di Assisi, Guido, coprì il giovane Francesco Bernardone nel momento della sua spogliazione nella pubblica piazza; nella consegna di un’icona con il logo del Premio.

Il riconoscimento, come previsto nello statuto e nel regolamento, è istituito allo scopo di “promuovere un rinnovamento dell’economia all’insegna dell’universale fraternità di tutti gli esseri umani a partire dalla condizione e dagli interessi dei più umili e disagiati, nella prospettiva evangelica dell’unica paternità di Dio e del suo disegno di amore per tutti i suoi figli”.

Nella sua scorsa edizione del maggio 2024 il premio è stato assegnato a “A Graça do Trabalho” (“La Grazia del Lavoro”), un progetto che nasce con l’idea di offrire un lavoro dignitoso ai giovani indigeni, e, allo stesso tempo, nutrire i bambini con cibi più sani, tipici delle culture amazzoniche (frutta e verdura di stagione, polli e uova, che ora arrivano surgelati dopo mesi di lunghi viaggi, utilizzando tanta benzina per barche e camion con il conseguente inquinamento dell’ambiente).

Gli altri 10.000,00 euro del premio sono andati al progetto intitolato “Mihavotras” (“Si salva insieme”), proveniente dal Madagascar (Africa) che, sostenuto dalla Caritas locale, mira ad aiutare le donne vulnerabili tramite la creazione di alcune cooperative che possano offrire loro un lavoro.

I Focolarini in visita al Santuario della Spogliazione

ASSISI – Un folto gruppo di partecipanti al convegno internazionale interreligioso, intitolato “On human family” e organizzato dal Movimento dei Focolari, martedì 4 giugno nel pomeriggio, ha visitato il Santuario della Spogliazione di Assisi. (Continua dopo la foto)

La visita era prevista nel ricco programma del convegno che si è aperto venerdì 31 maggio a Castelgandolfo per poi spostarsi nella città serafica. (Continua dopo la foto)

Dopo un momento di introduzione del vescovo monsignor Domenico Sorrentino che si è tenuto nella chiesa di Santa Maria Maggiore i presenti hanno visitato l’antica porta del vescovado e raggiunto altri luoghi di vita di San Francesco.

Carlo Acutis Santo, il primo luglio il Concistoro per la canonizzazione

ROMA – Lunedì 1 luglio alle ore 9 nella Sala del Concistoro Papa Francesco presiederà il Concistoro Ordinario pubblico per il voto su alcune cause di canonizzazione, tra le quali, la causa di canonizzazione di Carlo Acutis.

La data è riportata nel calendario delle Celebrazioni presiedute dal Santo Padre fino al mese di settembre, pubblicato lunedì 3 giugno, diffuso dal Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede.

Nella “Promulgazione di Decreti del Dicastero delle Cause dei Santi” del 23 maggio scorso è scritto, tra l’altro, che: “Durante l’Udienza concessa a Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, il Sommo Pontefice ha autorizzato il medesimo Dicastero a promulgare i Decreti riguardanti:..(omissis) – il miracolo attribuito all’intercessione del Beato Carlo Acutis, Fedele Laico; nato il 3 maggio 1991 a Londra (Inghilterra) e morto il 12 ottobre 2006 a Monza (Italia);…(omissis).

Il Sommo Pontefice, inoltre,…(omissis) ha deciso di convocare un Concistoro, che riguarderà anche la canonizzazione dei Beati Giuseppe Allamano, Marie-Léonie Paradis, Elena Guerra e Carlo Acutis”.

O’Malley: “Qui i fedeli si riuniscono in un Cenacolo di Pentecoste”

Celebrazione eucaristica dell’arcivescovo di Boston al Santuario della Spogliazione di Assisi

ASSISI – “La spogliazione di Francesco è il momento del suo “Abbà Padre”. Per me questo è il momento cruciale della vita di Francesco, è la base teologica della sua vocazione, la sua assoluta fiducia nella paternità di Dio, il suo desiderio di seguire Gesù povero e crocifisso”. Lo ha detto il cardinale di Boston, Sean O’Malley nel corso dell’omelia della celebrazione eucaristica di domenica 19 maggio, nella chiesa di Santa Maria Maggiore-Santuario della Spogliazione. Il cardinale, dopo essersi soffermato sull’importanza della Pentecoste, ha poi evidenziato il significato della scelta di San Francesco. “L’aver rinunciato e avere messo tutta la sua vita nelle mani di Dio rende Francesco disponibile a seguire Cristo e annunciare la buona Novella. Questo carisma – ha aggiunto – è così forte che si diffonde a macchia d’olio; la sua vocazione ha cambiato il corso della storia e ci ha convocato qui da tutto il mondo. Il carisma che abbiamo ricevuto non è un documento o una filosofia, ma uno stile di vita trasmesso da uomini il cui cuore è infiammato. La strada che ci propone Papa Francesco è quello della vicinanza. Dobbiamo essere vicini a Dio con la preghiera reale e condivisa. La nostra vicinanza a Cristo povero e crocifisso è segno distintivo della nostra spiritualità. Ai nostri giorni uno dei frutti del carisma di Francesco è Carlo Acutis. Ora qui i fedeli si riuniscono in questo nuovo Cenacolo di Pentecoste”.

Un altro momento interessante sul carisma francescano che sprigiona dal Santuario della Spogliazione è stato vissuto anche nel pomeriggio di sabato 18 maggio durante il convegno: “Tra Frate Sole e Sorella Morte, il Cantico da San Damiano al Vescovado, una riscoperta verso il 2025” al quale hanno preso parte il vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, il poeta Davide Rondoni, presidente del “Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi”, il frate conventuale padre Felice Autieri e il direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi, Marina Rosati. “Che cosa succede al Cantico di Frate Sole se lo leggiamo a partire dalle due ultime strofe? Le sei strofe riguardanti gli elementi materiali sono ben note. In questo tempo in cui l’istanza ecologica si è fatta drammatica, aver riscoperto la profezia di Francesco d’Assisi anche sotto questo profilo concentra ancor più lo sguardo su di esse. Le due ultime finiscono per essere quasi dimenticate. Persino imbarazzanti. Con esse, in effetti, lo scenario cambia”, ha detto il vescovo Sorrentino “La questione dell’unità della composizione del Cantico – ha aggiunto ancora – è risolta dagli storici distinguendo lo sfondo e i tempi in cui nascono i due tipi di strofe: le prime, naturalistiche, hanno il loro grembo a San Damiano, e le altre, umanistiche, richiamano altro tempo e luogo, e cioè, la penultima legata all’episodio della riconciliazione di vescovo e podestà; l’ultima strofa, legata ai giorni in cui Francesco fu degente nel Vescovado prima di scendere, nel collasso finale, alla Porziuncola per accogliere “sorella morte”. Nelle ultime strofe, è prepotente l’aria del Vangelo. Andando verso l’anno centenario del Cantico (2025), questa importante creazione di Francesco, il Cantico di frate Sole, non potrà essere rivisitata se non in questo suo messaggio globale, ben incastonato, per le strofe sulla natura, nella spiritualità francescana della lode, sgorgante a San Damiano, e per le ultime due strofe, nella prospettiva, esistenziale e sofferta, sullo sfondo del vescovado, come esso sta ormai da alcuni anni ritornando alla luce nell’ottica del Santuario della Spogliazione”.

Padre Felice Autieri dopo aver approfondito le varie esperienze che hanno caratterizzato la vita di Francesco ha parlato dei suoi atti di riconciliazione. “Francesco – ha detto – va incontro alla morte con le sue certezze, ma anche con le sue paure. Egli non ha problemi a chiamare la morte come sorella. Francesco è autenticamente santo perché innanzitutto è stato autenticamente uomo. Francesco non è l’uomo che detta formule, ma egli parte dalla sua esperienza di uomo”. Il poeta Rondoni ha spiegato che nessuno ha mai fatto un commento poetico al Cantico delle Creature. “Francesco – ha detto Rondoni – è un Santo che mentre sta morendo alza una prosa poetica rimata e si rivolge ai suoi frati cantando. Egli non lascia solo la Regola, o il testamento, ma anche una poesia. Il Cantico è un testo commentatissimo che fa impazzire i filologi. Le poesie non si capiscono, ma si comprendono, si imparano a memoria. Francesco nel Cantico mette in scena una grande lode per qualcosa che non è suo. Il Cantico non è un canto ecologico. Per Francesco la natura è un segno è qualcosa che fa vedere l’invisibile. Noi non siamo la cultura che l’essenziale deve essere visibile agli occhi. Tutto nella nostra cultura è segno: l’arte, i sacramenti. Il perdono è contro la natura, è come l’arte. Francesco mette in scena l’uomo come perdono. È un grande poeta”.

Il Premio internazionale Francesco d’Assisi e Carlo Acutis sosterrà un progetto dell’Amazzonia

È andato a “A Graça do Trabalho” (“La Grazia del Lavoro”), un progetto che nasce con l’idea di offrire un lavoro dignitoso ai giovani indigeni, e, allo stesso tempo, nutrire i bambini con cibi più sani, tipici delle culture amazzoniche (frutta e verdura di stagione, polli e uova, che ora arrivano surgelati dopo mesi di lunghi viaggi, utilizzando tanta benzina per barche e camion con il conseguente inquinamento dell’ambiente), l’assegno da 40.000,00 euro del Premio internazionale Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per una economia della fraternità, insieme a un’icona con l’immagine di San Francesco d’Assisi e del Beato Carlo Acutis, e un foulard della spogliazione realizzato dall’imprenditore Brunello Cucinelli.

Il progetto è stato scelto tra i 33 in cinque lingue (inglese, italiano, francese, portoghese e spagnolo) arrivati da 24 nazioni e 5 continenti (Africa – 17, America – 7, Asia – 5, Europa – 3, e Oceania – 1). Il riconoscimento di quest’anno va all’America, quarto continente a riceverlo, dopo l’Europa (Italia) nel 2021, l’Asia (Filippine) nel 2022, e l’Africa (Chad) l’anno scorso. Gli altri 10.000,00 euro del premio sono andati al progetto intitolato “Mihavotras” (“Si salva insieme”), proveniente dal Madagascar (Africa) che, sostenuto dalla Caritas locale, mira ad aiutare le donne vulnerabili tramite la creazione di alcune cooperative che possano offrire loro un lavoro.

Il vincitore del Premio e l’altro progetto sostenuto sono stati annunciati nel corso della mattinata di sabato 18 maggio che ha visto la partecipazione, al Santuario della Spogliazione – Chiesa di Santa Maria Maggiore, del vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, del cardinale Sean O’Malley, arcivescovo di Boston, e dell’onorevole Emanuele Prisco, sottosegretario di Stato per l’Interno, in rappresentanza del Governo.

Il vescovo Sorrentino si è soffermato sulla spogliazione di Francesco “un grande gesto che pone nella storia dell’umanità una direttrice di marcia: il suo privarsi di tutto non è rifiutare l’economia, ma rifondarla. Francesco ci spiega che dobbiamo rovesciare il senso del denaro: da qui anche il senso del nostro Premio, cui quest’anno sono arrivate decine e decine di progetti. Il nostro, più che un riconoscimento, è una scuola, una maniera di riflettere in modo organizzato e partecipativo, quasi un laboratorio, per un nuovo modo di fare economia, che deve essere un’adeguata gestione della casa comune, altrimenti non può dirsi tale”.

Nel suo intervento, il cardinale O’Malley ha ricordato “l’ethos fondamentale del Premio: ‘Toccare la carne di Cristo, dare voce alle sue piaghe nei nostri fratelli e sorelle scartati’. Per questo, nelle parole di Papa Francesco, abbiamo bisogno di ‘una economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda’. Mi congratulo per questa bella iniziativa, che diventa una scuola per una economia diversa tramite i sostenitori, le varie Commissioni e i proponenti dei progetti. Vi incoraggio di andare avanti su questa scuola dell’economia della fraternità”.

ll sottosegretario Prisco ha portato il saluto del Presidente del consiglio Giorgia Meloni, ricordando che “il tema dell’economia sostenibile è cruciale nel contesto attuale in cui le disuguaglianze economiche e sociali sono sempre più evidenti. Dobbiamo continuare a lavorare insieme per creare un mondo in cui ogni individuo abbia accesso a opportunità economiche e sociali equamente distribuite e in cui il nostro pianeta sia rispettato e protetto per le generazioni future. La sfida – di cui ci sentiamo partecipi – è quella di fronteggiare la carenza di risorse di lavoro, e dunque di prospettive, per le nuove generazioni. Il progetto vincitore di questa edizione va in questa nobile – e direi francescana – direzione”.
Intanto venerdì 17 maggio grande successo per la performance musicale “Il Cantico di Frate Sole”, a cura di Commedia Harmonica, in cui il maestro Simone Cristicchi ha proposto un estratto dal suo spettacolo teatrale “Franciscus – Il folle che parlava agli uccelli”, recitando anche il Cantico di Frate Sole. “Ho fatto fatica a trattenere l’emozione – ha detto Cristicchi alla fine della performance – perché esibirmi qui, in questo luogo così speciale, è stato davvero un onore; Francesco è di tutti ma non per tutti”.

Inculturazione, globalizzazione, camminare insieme, camminare insieme alla natura, cambiamenti climatici, alcolismo, violenza, suicidio, giovani, sostenibilità, vocazioni indigene. Sono queste le parole chiave sulle quali si è basato l’intervento dei frati missionari fra Paolo Maria Braghini e fra Carlo Maria Chistolini durante il convegno: “Le sfide dell’Amazzonia e dell’Africa per un’economia della fraternità” che ha aperto la tre giorni. Al convegno è inoltre intervenuto padre Gerald Kpadhingo, dell’associazione Madre Africa. I due frati missionari in Brasile hanno spiegato che parlare di Amazzonia è già una sfida, in quanto non si può parlare di una sola Amazzonia ma di molte Amazzonie. Dopo 15 anni, abbiamo riaperto la parrocchia. Ci abbiamo messo tre anni solo per scoprire tutti i villaggi e conoscere gli abitanti.

Durante il suo intervento padre Gerard Kpadhingo ha detto che parlare di economia della fraternità significa “tornare ai primordi del cristianesimo. L’Africa è un continente gigante dove ci sono tantissime potenzialità: umane e nel sottosuolo. È ricca di senso della famiglia, di fratellanza, fraternità, comunione, amicizia: filosofia vitale che viene vissuta attraverso vari momenti. La chiesa rimane un punto di riferimento, di appartenenza indispensabile. L’economia è un rimedio contro l’egoismo. Abbiamo il compito di avviare la costruzione di un mondo nuovo radicato nel Vangelo. È necessaria una leadership creativa per sviluppare la capacità produttiva dei beni di prima necessità. Dobbiamo rendere gli stessi africani forza trainante del loro sviluppo”.

La tre giorni del Santuario della Spogliazione è organizzata dalla Fondazione diocesana Assisi Santuario della Spogliazione, con la diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e il patrocinio del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario morte di San Francesco d’Assisi. Info su www.assisisantuariospogliazione.it • www.diocesiassisi.it e sui social della Diocesi e del Santuario.

Al via la tre giorni di festa per il Santuario della Spogliazione

Inculturazione, globalizzazione, camminare insieme, camminare insieme alla natura, cambiamenti climatici, alcolismo, violenza, suicidio, giovani, sostenibilità, vocazioni indigene. Sono queste le parole chiave sulle quali si è basato l’intervento dei frati missionari fra Paolo Maria Braghini e fra Carlo Maria Chistolini durante il convegno: “Le sfide dell’Amazzonia e dell’Africa per un’economia della fraternità” che si è tenuto venerdì 17 maggio nel pomeriggio nella chiesa di Santa Maria Maggiore – Santuario della Spogliazione in occasione del settimo anniversario dell’inaugurazione del Santuario della Spogliazione stesso. Al convegno è inoltre intervenuto padre Gerald Kpadhingo, dell’associazione Madre Africa.

I due frati missionari in Brasile hanno spiegato che parlare di Amazzonia è già una sfida, in quanto non si può parlare di una sola Amazzonia ma di molte “Amazzonie”.

Parlando della cultura, dei simboli che caratterizza questa terra, dell’opera di evangelizzazione che stanno portando avanti, fra Paolo Barghini ha sottolineato che “dobbiamo imparare a lasciarci aiutare a vivere il Vangelo nella loro realtà dai laici indigeni e dar vita ad un processo di comprensione. È necessario ascoltarli per riuscire a far crescere la chiesa ed evangelizzare. Dopo 15 anni abbiamo riaperto la parrocchia. Ci abbiamo messo tre anni solo per scoprire tutti i villaggi e conoscere gli abitanti. Oggi abbiamo quasi 100 giovani missionari che visitano i villaggi”. Padre Chistolini ha spiegato che in quei luoghi “chi detta le regole è Madre natura. La natura è forte è dominante”. Spesso si deve fare i conti con le alluvioni, le epidemie. “Il tempo – ha detto – deve diventare il tuo alleato”. Una delle criticità è l’esodo dei giovani che lasciano i villaggi per andare a vivere nella capitale dove trovano molte difficoltà per sopravvivere. Per contro ci sono molti giovani che sono protagonisti della catechesi. “Abbiamo – ha detto fra Paolo – centinaia di giovani catechisti”. Per quanto riguarda le vocazioni è stato adottato un nuovo percorso che prevede la formazione all’interno del loro villaggio di appartenenza per evitare che si ‘perdano’ e che non facciano più ritorno alle loro origini. Un nuovo progetto riguarda la nascita di una radio comunitaria. “Ci siamo accorti – hanno detto – che una delle difficoltà era la comunicazione tra i vari villaggi. La radio è un’occasione per comunicare, ma anche per evangelizzare”.

Durante il suo intervento padre Gerard Kpadhingo ha detto che parlare di economia della fraternità significa “tornare ai primordi del cristianesimo. L’Africa è un continente gigante dove ci sono tantissime potenzialità: risorse umane e sottosuolo. È ricca di senso della famiglia, di fratellanza, fraternità, comunione, amicizia: filosofia vitale che viene vissuta attraverso vari momenti. La chiesa rimane un punto di riferimento, di appartenenza indispensabile. L’economia è un rimedio contro l’egoismo. Abbiamo il compito di avviare la costruzione di un mondo nuovo radicato nel Vangelo. È necessaria una leadership creativa per sviluppare la capacità produttiva dei beni di prima necessità. Dobbiamo rendere gli stessi africani forza trainante del loro sviluppo”.

Il vescovo monsignor Domenico Sorrentino ha concluso dicendo che “dobbiamo prendere coscienza della generatività, del mistero e dell’esperienza della spogliazione. Il mistero di Dio di un Dio che si spoglia è il punto chiave di questo Santuario. Qui siamo portati al cuore della fede. Dobbiamo perderci per l’altro, finire di essere propri per essere in comunione, essere famiglia. Non parliamo di Santuario della Spogliazione di Francesco, ma di Santuario della Spogliazione che riguarda Dio. Francesco e Carlo sono delle vie”.

In serata grande successo per la performance musicale “Il Cantico di Frate Sole”, a cura di Commedia Harmonica, in cui il maestro Simone Cristicchi ha proposto un estratto dal suo spettacolo teatrale “Franciscus – Il folle che parlava agli uccelli”, recitando anche il Cantico di Frate Sole. Tutte le foto sul sito della diocesi