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Museo della Memoria, bookshop e mostra sui miracoli eucaristici chiusi per la Pasqua

ASSISI – In occasione della Santa Pasqua del 2026, e nello specifico del Triduo Pasquale, il Museo della Memoria, il bookshop del Santuario, e la mostra sui miracoli eucaristici realizzata da San Carlo Acutis, saranno chiusi da venerdì 3 aprile a domenica 5 aprile inclusi; il tutto sarà invece regolarmente aperto a Pasquetta. La chiesa di Santa Maria Maggiore sarà regolarmente aperta e fruibile in tutto il periodo pasquale.

Celebrazioni al Santuario della Spogliazione

Triduo Pasquale e giorno di Pasqua

TRIDUO PASQUALE:

  • Giovedì 2 Aprile – al mattino Ufficio delle Letture e Lodi alle ore 8.00

ore 20.30 Messa in Coena Domini

  • Venerdì 3 Aprile – al mattino Ufficio delle Letture e Lodi alle ore 8.00

ore 16.00 la Passione di Gesù

  • Sabato 4 Aprile – al mattino Ufficio delle Letture e Lodi alle ore 8.00

ore 22.30  Veglia pasquale

  • Domenica di Pasqua – Messa ore 9.30 e 11.00
  • Lunedì di Pasqua – Messa ore 9.30 e 11.00

Monsignor Accrocca è il nuovo vescovo della Diocesi di Assisi – Nocera – Gualdo

ASSISI – “Oggi dico a noi tutti, autorità civili, religiose e confratelli: lavoriamo insieme perché il sogno della pace si avveri. Questo ci aiuterà a trovare vie e percorsi di vita pastorale che abbiano, su questo tema, dei cardini fondanti. Il Signore ci aiuti, la Vergine santa ci sostenga e interceda per noi e con lei intercedano dal cielo i nostri Santi”. È l’appello finale dell’omelia di monsignor Felice Accrocca, nuovo vescovo della Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, in attesa della presa di possesso anche della Diocesi di Foligno di sabato 28 marzo. Mercoledì 25 nella Cattedrale di San Rufino il passaggio di consegne – con lo scambio del pastorale – tra monsignor Domenico Sorrentino, amministratore apostolico della Diocesi, e il nuovo pastore. Poco prima il monsignor Accrocca era salito a piedi per fare il suo ingresso in cattedrale dove, sul sagrato, ha ricevuto l’omaggio di una rappresentanza dell’Ente Calendimaggio e delle due Parti in costume. A seguire, il suggestivo e toccante rito di insediamento con il discorso caloroso del vescovo emerito Sorrentino, la lettura, da parte del delegato generale, don Giovanni Zampa, della lettera apostolica di papa Leone XIV di elezione del nuovo pastore, l’annuncio da parte di Sorrentino dell’insediamento di Accrocca e il passaggio di mitra e pastorale, con i quali il nuovo vescovo sale e siede sulla cattedra della diocesi.

Nel resto dell’omelia il nuovo vescovo, partendo dal Vangelo del giorno, ha sottolineato la forza della “Parola di Dio che ci aiuta e ci spinge a riflettere sulle scelte di Dio. L’unico che ha potuto cercare una madre per sé andando a prenderla in un villaggio sconosciuto, non nei centri dell’impero: una ragazza povera, perché, come disse il Signore stesso a Samuele quando si recò a Betlemme, per ungere un nuovo re Dio non guarda ciò che guarda l’uomo: l’uomo guarda l’apparenza, Dio guarda il cuore. E Maria, donna di fede, si mette nelle sue mani e si affida a Dio perché operi attraverso di lei. Mi chiedo oggi perché a me – ha chiesto monsignor Accrocca – ?. Perché gli studi francescani che sono stati menzionati anche nella bolla papale non bastano. Perché a me? Non lo so. Dio lo ha permesso e io mi affido a lui, serenamente. Non ho programmi, mi sembra irrispettoso presentarmi con programmi già fatti: ci conosceremo a poco a poco e indicheremo assieme mete nuove: non ho progetti né programmi, ma ho un sogno: salendo in città, venendo dalla Porziuncola, poco prima della prima rotonda, ci accoglie una scritta: ‘benvenuti in Assisi città della pace’. Ecco – ha continuato – sogno una chiesa di pace, per la città della pace. Una pace tra noi, innanzitutto, perché dobbiamo fare della chiesa un coro, dove le voci si accordano insieme, dove le diversità siano valorizzate. d’altronde diceva Tonino Bello, ‘la pace è la convivialità delle differenze’. Vorrei che questa città contribuisse a instaurare una pace diversa nel mondo in un momento in cui il mondo è su un crinale pericoloso: la guerra si ammanta di parole come giustizia e libertà, ma gli interessi sono altri e a muoverli sono poche persone, a spese degli anelli deboli della catena che sono i primi a morire”.

“Prima al Vescovado – ha aggiunto – ho fatto vedere ai giornalisti il Cristo di Benevento spezzato dalle bombe, che ha resistito a tanti terremoti e fu raso al suolo dal fuoco amico, dopo che era stato firmato l’armistizio. Fu sventrato da una deflagrazione, da un ordigno, e mi chiedo allora: cosa succede nelle viscere di una persona? Cosa succede oggi in cui la guerra nasce per motivi economici e di potere? Vorrei richiamare Rufino da Bologna, autore del “De Bono Pacis”, scritto qualche decennio prima di Francesco. Nel libro dice: ‘la terra è data a tutti gli uomini’, non possono esserci pochi che sprecano e molti che soffrono. E la situazione attuale dice qualcosa di molto doloroso e pericoloso: vorrei avere la forza che Francesco ebbe predicando da Bologna: chi lo vide, uno studente croato che lo raccontò decenni dopo disse ‘la persona era spregevole, la faccia senza bellezza, con un abito sudicio, ma Dio dette tanta forza alle sue parole e famiglie scosse dalla guerra furono piegate a patti di pace’. Noi abbiamo la bomba atomica di Francesco e dobbiamo far esplodere questa bomba come fece lui con gesti paradossali ma evangelici, perché il Vangelo – ha proseguito – ha le sue ragioni che la ragione non ha. Ai potenti e a chi procura tanta sofferenza vorrei dire: possano incontrare Dio ora come Padre prima di doverlo incontrare come giudice”.

Commovente l’abbraccio con monsignor Sorrentino che, in apertura della celebrazione, gli aveva rivolto queste parole: “Caro fratello Felice metti i piedi, e non è certo nuovo per te, in una terra di Santi: il patrono San Rufino, i compatroni San Rinaldo a Nocera e beato Angelo a Gualdo, San Francesco e Santa Chiara, tanti altri che li hanno seguiti fino al giovanissimo Carlo Acutis. Santi, che attirano il mondo, come ancora s’è visto per l’ostensione appena conclusa dei resti morali del Padre Serafico. Una Chiesa, la nostra, davvero privilegiata. Non potrei tuttavia fingere – le parole di monsignor Sorrentino – dopo vent’anni di ministero, che essa non conosca le odierne fatiche della fede. E si vedono tutte, se solo lo sguardo passa dal numero impressionante di pellegrini, alla vita quotidiana, tra le strade e le case, dove i bimbi diminuiscono e con essi il futuro, e dove la fede perde colpi nella tenuta del matrimonio, nella perseveranza cristiana degli adolescenti e dei giovani, nell’altezza etica della cultura e dei media sempre meno sintonizzati con il Vangelo. Cristo, insomma, non va più dato per scontato. Il Vangelo va riannunciato, come e più del tempo di Francesco”.

SALUTO DEI FRATI A SANTA MARIA DEGLI ANGELI

Prima della messa per la presa di possesso a San Rufino, monsignor Accrocca aveva simbolicamente visitato la città in sei tappe, a partire dalle ore 15.30 con la preghiera in Porziuncola: ad accoglierlo il custode della Basilica di Santa Maria degli Angeli e vicario episcopale per la Basilica, padre Massimo Travascio e dal provinciale dei Frati Minori, fra Francesco Piloni: “La Provincia Serafica dei Frati Minori di Umbria e Sardegna accoglie con profonda gioia il nuovo pastore monsignor Felice Accrocca, studioso appassionato e conoscitore autentico del francescanesimo, la cui lunga esperienza accademica presso l’Istituto Teologico di Assisi testimonia un legame vivo e fecondo con il carisma di san Francesco”, le parole di fra Piloni. “Nel giorno dell’Annunciazione, che richiama anche il 25 marzo 1569, quando fu posta la prima pietra della Basilica di Santa Maria degli Angeli – aggiunge padre Travascio – questo inizio assume un valore ancora più significativo. Nell’ingresso del vescovo nella sua nuova diocesi proprio alla Porziuncola riconosciamo un segno provvidenziale, e alla Beata Vergine degli Angeli tutta la Fraternità francescana affidiamo il suo ministero perché sia ricco di ogni grazia e benedizione”. Dopo la preghiera e l’omaggio floreale in Porziuncola nella Cappella del transito il nuovo vescovo ha salutato uno ad uno i frati della comunità francescana.

ACCOGLIENZA AL SERAFICO

Alle ore 16 il vescovo ha incontrato, al Serafico di Assisi, la presidente della struttura, Francesca Di Maolo, accompagnata dal cappellano, fra Alfredo Avallone, da alcuni ragazzi e dagli operatori. “L’inizio del cammino di monsignor Accrocca, con lo sguardo rivolto ai più fragili, mostra fin da subito il tratto del suo ministero. La visita al Serafico lo conferma: non un gesto simbolico, ma l’impronta di un futuro che sceglie la prossimità”, le parole di Di Maolo. Il vescovo ha preso la parola sottolineando come Fra Ludovico da Casoria, (Fondatore del Serafico n.d.r.) “è stato un uomo che ha tradotto in maniera concreta il concetto dell’amore. Grazie – ha aggiunto – per quello che siete e per quello che fate”. Uscendo dopo il discorso ha salutato uno ad uno i ragazzi.

PREGHIERA A SAN FRANCESCO E SALUTO DEL CUSTODE

È seguita la preghiera nella Basilica di San Francesco, dove monsignor Accrocca è stato accolto dai francescani conventuali e dal custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni. “Come frati – le sue parole – abbiamo il privilegio di conoscere e apprezzare mons. Felice Accrocca da molto tempo, soprattutto per la sua profondissima competenza negli studi francescani, sempre messa a disposizione con chiarezza e particolare capacità divulgativa. Negli incontri con lui abbiamo potuto anche riconoscere la sua empatia a livello interpersonale e intuire la sua bella sensibilità pastorale, segnata sicuramente dall’amore per Francesco d’Assisi e la sua spiritualità”.

PREGHIERA SULLA TOMBA DI SAN CARLO ACUTIS E INCONTRO CON I GIORNALISTI

Terzultima tappa del pomeriggio, la preghiera al Santuario della Spogliazione dove monsignor Accrocca, è stato accolto dal Rettore del Santuario, padre Marco Gaballo, dai genitori di San Carlo Acutis e da una rappresentanza di giovani, per un breve momento di preghiera e un breve momento con la stampa “Dobbiamo pregare per la pace del mondo prima che scoppino altre guerre e trovare la via per sprigionare Francesco. Francesco è un ‘pazzo’ e dobbiamo trovare il modo di slegare questa pazzia. Assisi è una città prodigiosa, si vede da lontano un asse che va da San Francesco a Santa Chiara: Francesco è attuale perché ci ricorda il Vangelo ed è ora che noi cominciamo a fare scelte evangeliche. Il Vangelo non ci consente scelte di testa: parafrasando Pascal, il Vangelo ha delle ragioni che la ragione non ha e noi dobbiamo lasciarci spiazzare dal Vangelo che non ci consente di ragionare con il buonsenso umano. Francesco è una bomba atomica che dobbiamo innescare. Per fare questo – ha aggiunto – dobbiamo fare scelte paradossali: la povertà oggi è una scelta paradossale come anche la non violenza. Sono convinto che noi abbiamo la bomba atomica e che se provochiamo la scissione dell’atomo qualcosa può cambiare”. Rispondendo a una domanda sul suo impegno per le aree interne ha sollecitato i politici a “fare scelte di lungo periodo che vanno oltre al proprio mandato”.

SALUTO ALLE CLARISSE DEL PROTOMONASTERO DI SANTA CHIARA

Alle ore 17.30 la preghiera nella Basilica di Santa Chiara e il saluto alle Clarisse del Protomonastero, dove il vescovo è stato accolto dal ministro provinciale dei Frati Minori, insieme al vicario della comunità dei frati padre Mario Macrì e dalla clarissa esterna suor Chiara Paola.

ACCOGLIENZA IN PIAZZA DEL COMUNE DA PARTE DELLE AUTORITÀ

Prima dell’arrivo a San Rufino, in piazza del Comune l’accoglienza e l’incontro con le autorità civili e militari: a portare i saluti il sindaco della Città di Assisi, Valter Stoppini, insieme alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. “Con grande gioia – le parole di Stoppini – le diamo il benvenuto ad Assisi. Una città aperta al mondo, dove società civile e comunità religiosa convivono per custodire e promuovere il messaggio e i valori di San Francesco. Lei ha seguito il Poverello ben prima di diventare nostro vescovo, come studioso e biografo ha dedicato anni a raccontare la sfida che ha lanciato all’intera società e oggi siamo onorati di accoglierla qui”. “Accogliamo con profonda partecipazione e rispetto – ha aggiunto Proietti – l’ingresso di monsignor Accrocca. È un momento importante per tutta la nostra comunità regionale, che riconosce nel ruolo del vescovo un riferimento spirituale, culturale e civile”.

Nel suo saluto monsignor Accrocca ha sottolineato come “questo nostro incontro segna, nella semplicità, un momento importante, nel quale convengono insieme Istituzioni diverse, poste – ognuna con la propria autonomia e con un proprio fine – a servizio del bene comune. La Chiesa, infatti, non è e non vuole essere estranea alla società in cui vive: vorrebbe anzi costituirne la coscienza critica, ciò che comporta – da parte sua – conoscenza e rispetto delle leggi, un’attenzione vigile a che vengano perseguite legalità e giustizia e siano salvaguardati i valori autentici della persona umana, con un’azione volta a servizio di ogni uomo, a partire dai più deboli, la consapevolezza della necessità di rimanere fuori da ogni interesse di parte, il distacco da quanto esula dalle proprie competenze e finalità. Quanto a me stesso – ha concluso – chiamato da Dio a un compito che sento superiore alle mie capacità, non ho ora che ‘un desiderio da esprimere e un permesso da chiedere’, quello ‘di poter servire’ non soltanto la Chiesa di Dio che è in Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, ma la città tutta e l’intero territorio diocesano ‘con disinteresse, con umiltà e amore’ (Paolo VI, discorso all’ONU), nel rispetto delle legittime autonomie e dei fini e compiti propri di ciascuna istituzione. Avverto il vostro servizio tanto prezioso per me e per il mio ministero, mentre sento e faccio mie le parole ispirate dei padri conciliari, quando affermarono che «promuovere l’unità corrisponde all’intima natura della Chiesa» (Gaudium et Spes, n. 42). A questo vorrei dedicarmi con tutte le mie forze: possano Iddio, la comunità ecclesiale e la vostra benevolenza e collaborazione sostenermi in questo proposito”.

Anche un momento al Vescovado per monsignor Accrocca prima della presa di possesso della Diocesi

Ultima intervista-bilancio di Sorrentino: “Vent’anni di benedizione in una terra speciale”

ASSISI – Sei tappe, sei momenti simbolicamente forti e significativi per poi arrivare nella cattedrale di San Rufino ad Assisi e prendere possesso della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino. Monsignor Felice Accrocca, vescovo eletto, riceverà il pastorale dall’amministratore apostolico, monsignor Domenico Sorrentino, mercoledì 25 marzo con la solenne celebrazione di insediamento delle 18,30 dopo una serie di tappe precedenti che partiranno alle ore 15.30 con la preghiera in Porziuncola. Alle ore 16 è in programma la visita all’Istituto Serafico di Assisi, alle ore 16.30 la preghiera nella Basilica di San Francesco e alle ore 17.00 la preghiera al Santuario della Spogliazione dove monsignor Accrocca, prima di proseguire il suo pellegrinaggio, saluterà giornalisti e operatori della comunicazione rispondendo velocemente alle domande dei presenti. Alle ore 17.30 ci sarà la preghiera nella Basilica di Santa Chiara e il saluto alle Clarisse del Protomonastero, seguito alle ore 18 dall’accoglienza e incontro con le autorità civili e militari in piazza del Comune, da dove salirà a piedi per fare il suo ingresso in cattedrale dove, sul sagrato, ci sarà anche l’omaggio di una rappresentanza dell’Ente Calendimaggio e delle due Parti in costume. All’ingresso della cattedrale lo attenderà monsignor Sorrentino che, proprio in questi giorni, ha rilasciato un’intervista-bilancio a Maria Vision sui suoi vent’anni di episcopato mentre, spostandosi da un punto all’altro del Santuario della Spogliazione, spiega a un gruppo di pellegrini stranieri la storia e il valore degli ambienti ipogei del Vescovado da poco ritrovati (GUARDA L’INTERVISTA al seguente link https://www.youtube.com/watch?v=F3BP3bt2YfQ) .

NOTA PER LA STAMPA

La visita ai vari luoghi avverrà in maniera privata ma ai giornalisti verranno fornite immagini e video dei vari momenti che saranno anche trasmessi in diretta sia da Maria Vision (Sul canale nazionale 255 del digitale terrestre; per l’Umbria sul canale 78) sia sul sito web (www.diocesiassisi.com) e sui social della diocesi. Per la celebrazione nella cattedrale di San Rufino è necessario accreditarsi, inviando specifica richiesta con tutti i propri dati (Nome, cognome, cellulare, email e testata) all’indirizzo email: ufficiostampa@diocesiassisi.com entro mercoledì 25 marzo alle ore 12.00. Gli operatori e giornalisti accreditati potranno entrare in cattedrale divisi in pool e accompagnati a turno nei momenti più significativi della celebrazione. Per il resto della messa potranno usufruire dell’area stampa allestita per l’occasione a San Rufino.

Monsignor Sorrentino nella sua messa di saluto: “Mi mancherete, vi porterò nel cuore e nella preghiera”

Celebrazione nella Basilica di Santa Maria degli Angeli per l'amministratore apostolico che ha salutato cittadini e autorità

ASSISI – “Alla Porziuncola, prima di mettere piede ad Assisi, dissi scherzando a Maria che sarei venuto solo se fosse stata lei a far da vescovo e io a farle da segretario. Lei ha fatto davvero bene, io certo non altrettanto. Rimetto tutto nelle sue mani. La prego che renda felice il vescovo Felice e con lui tutti voi, che ringrazio per ciò che siete stati e resterete per me. Mi mancherete? Certo. Ma vi porterò tutti nella mia preghiera e nel mio cuore. Per il resto, mentre la mia vita ricomincia, e spero anche la vostra, in modo nuovo e con rinnovato entusiasmo, può far bene, a me e a voi, riascoltare, come un monito e un programma, le parole pronunciate proprio in questo luogo da Francesco, mentre si congedava dai suoi frati al tramonto della vita: ‘Io ho fatto la mia parte; la vostra Cristo ve la insegni’”. Si è chiusa così l’omelia dell’amministratore apostolico delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, nella messa di ringraziamento celebrata il 19 marzo pomeriggio nella Basilica di Santa Maria degli Angeli alla presenza di tante autorità civili, militari e religiose, ma anche di tanti cittadini da tutti i comuni e le frazioni delle due Diocesi. Dopo la messa, ai tanti partecipanti, è stata consegnata l’edizione speciale di Chiesa Insieme, il mensile della diocesi, dedicata interamente a questo ventennio e corredata da un’ampia raccolta fotografica e da due scritti di monsignor Sorrentino che delinea il suo lungo episcopato. Sulla copertina la foto dello stesso con le mani aperte che sembra abbracciare tutti, compreso il suo successore, monsignor Felice Accrocca, che lo guarda sorridente di lato. Il vescovo ha anche rilasciato un’intervista al sito della diocesi di Assisi – dove si trova anche, così come sui social, lo speciale videogiornale diocesano che ripercorre i venti anni di episcopato – e alla Gazzetta di Foligno.

“Venticinque anni fa, ordinandomi, San Giovanni Paolo II consegnò a me e ad altri otto confratelli vescovi l’immagine di San Giuseppe come modello episcopale. San Giuseppe viene indicato come ‘servo saggio e fedele posto a capo della santa Famiglia, per custodire, come padre il Figlio Dio’. ‘Padri’ e ‘custodi’ sono i Pastori nella Chiesa, chiamati a comportarsi come ‘servi’ saggi e fedeli. A loro è affidata la quotidiana cura del popolo cristiano che, grazie al loro aiuto, può avanzare con sicurezza sul cammino della perfezione cristiana”, ha detto ancora Sorrentino, che ha ripercorso anche il suo cammino episcopale. “A Pompei ebbi due anni intensissimi. Tra le cose più belle, l’anno del Rosario. Il trasferimento a Roma come segretario al Dicastero del Culto divino mi mise ancor più a servizio della preghiera universale del popolo di Dio. Con l’elezione di Benedetto XVI si spalancarono per me le porte di questa Città benedetta. Un ventennio perfettamente coincidente con l’arco di anni in cui Francesco si santificò. Iniziò con l’VIII centenario della sua conversione e spogliazione, per finire oggi con l’VIII centenario della sua morte e l’ostensione dei suoi resti mortali. Un crescendo di bellezze spirituali a cui vanno uniti i tesori spirituali di Nocera e Gualdo – come dimenticare, in compagnia col patrono san Rufino, i compatroni San Rinaldo e beato Angelo? Ed infine quelli della Chiesa di Foligno, quanta ricchezza di storia, di spiritualità e di teologia in San Feliciano e Sant’Angela, per non dire che i maggiori”, ha detto ancora Sorrentino.

“Non sarà più il servizio della guida, che tra qualche giorno trasmetterò al caro fratello Felice, ma il servizio della preghiera, della predicazione, della testimonianza, servizio forse non meno prezioso ed efficace, proprio perché più silenzioso, come quello di Giuseppe. Che bello poi salutarvi nel contesto di questo mese speciale e di questo luogo speciale, guardando, da un lato, all’urna delle ossa di Francesco, estrema nudità, che sta attraendo folle incredibili e queste povere mura della Porziuncola, in cui Francesco stabilì la sua casa e in cui volle morire ‘nudo sulla terra nuda’”, sempre le parole di Sorrentino, che ha ricordato anche la valorizzazione del Vescovado, legata a Francesco: “Il Santuario della Spogliazione è opera sua, non mia. Lì, nuova grazia, precipitata a scrosci come un sigillo celeste, l’approdo di san Carlo, venuto ad Assisi in vita per affinare sulle orme di Francesco e Chiara il suo cammino di santità, e che ora, con la sua santità riconosciuta, sta incantando il mondo, nuova luce che si è accesa nel paesaggio assisano, senza oscurarne o spegnerne nessun’altra”.

Per le foto, il video e l’omelia integrale si rimanda al sito della Diocesi

Accrocca e Sorrentino alla Camera dei Deputati dialogano sul Cantico delle Creature di San Francesco

Grande partecipazione per la presentazione del libro dell'amministratore apostolico delle diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e di Foligno da parte del suo successore. Saluti della vicepresidente Ascani e messaggio del ministro Giuli

ASSISI – “Ho un po’ di paura di arrivare ad Assisi, sicuramente meno di quanta ne ho provata una decina di anni fa arrivando a Benevento per la prima volta, ma essere vescovo ad Assisi non è lo stesso che essere uno studioso di San Francesco. Sicuramente le fonti sono un ausilio, ma confido nel buon Dio e anche nelle persone che troverò. Sono convinto che – come a Benevento – Dio mi sarà vicino e troverò persone buone che mi aiuteranno. Mi auguro di esserne degno e al Signore chiedo che mi aiuti a non fare guai troppo grossi; che non mi tolga mai il sorriso; e che mi aiuti a stare sereno. Queste cose gliele ho chieste anche dieci anni fa e spero mi aiuti anche per la seconda parte del mio ministero episcopale”. Lo ha detto il vescovo eletto, monsignor Felice Accrocca, al termine della presentazione del libro “Il cuore nascosto del Cantico, da sora Morte a Frate Sole, san Francesco e le strofe del vescovado”, scritto da monsignor Domenico Sorrentino, amministratore apostolico delle Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno. L’evento, che si è svolto nella sala del Refettorio di palazzo Mancuso a Roma, promosso dalla vice presidente della Camera dei Deputati, onorevole Anna Ascani e che ha avuto anche il patrocinio del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco di Assisi, è stato quasi un passaggio di consegne ideale tra i due pastori nel segno di San Francesco; passaggio nella guida delle due diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno che avverrà ufficialmente con la celebrazione del 25 marzo nella cattedrale di San Rufino ad Assisi e il 28 in quella di Foligno.

Nel suo saluto iniziale l’onorevole Ascani ha sottolineato il valore del “Cantico, perla della letteratura mistica, che ha una forza che si innalza sul tempo e che ci parla e ci ispira ancora oggi. Quello di Francesco – ha concluso la Ascani – è un dono da custodire, con speranza e fiducia”.
All’inizio della presentazione, moderata da Marina Rosati, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi e dal vaticanista del Tg1, Ignazio Ingrao, è stato letto anche il messaggio del ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “I versi finali del Cantico sono quelli da cui partire per una comprensione profonda delle parole di Francesco: il Cantico scaturisce da un confronto con il senso tragico dell’esistenza e offre un messaggio interessante anche dal punto di vista laico: la laude innalzata al Creato da Francesco testimonia a tutti noi che la condizione umana è sempre capace di esprimere la bellezza e donare gioia e amore”. A seguire l’approfondimento e il dialogo tra i due vescovi; per Sorrentino, “Francesco canta e loda e mostra una gioia della vita persino – a leggere le strofe – eccessiva. A volte sembra dimenticare la natura che Leopardi avrebbe chiamato ‘matrigna’, ma queste ‘storture’ Francesco le sente tutte dentro di sé e le supera. Le ultime strofe parlano della condizione umana ma anche della condizione di Francesco: il Francesco che canta, che loda, mostra una gioia della vita e il Cantico è una perla della letteratura mistica ma occorre non banalizzarlo”.
Per Accrocca, “il Cantico resta misterioso, è un testo affascinante in cui Francesco coglie il positivo del mondo e ci educa a guardare l’aspetto positivo. È vero che Francesco sembra dimenticarsi degli aspetti ‘negativi’ della natura, ma bisogna ricordare che c’è anche l’impossibilità della natura a comportarsi altrimenti e si riconoscono alla natura delle attenuanti, perché i disastri che i quattro elementi comportano sono anche una responsabilità dell’uomo. È inoltre bello che nel suo testo monsignor Sorrentino ricordi la centralità del Vescovado nella vita di Francesco, non solo nel momento della morte ma anche in quella degli inizi; nella lotta tra episcopato e ordini mendicanti la figura del vescovo, una delle parti in causa, viene marginalizzata, ma è anche vero che questo succede in alcuni testi, mentre in altre fonti si capisce la centralità del palazzo: nelle sue sale Francesco si confronta con il vescovo prima ancora della spogliazione e non dobbiamo dimenticare che il vescovo accompagnò anche il cammino di Chiara e delle sue prime consorelle che si rifugiarono in una delle chiese che erano sotto di lui. Il Cantico ci ricorda inoltre che Dio deve essere lodato, e vorrei dire grazie a monsignor Sorrentino con cui – anche se non la pensiamo sempre allo stesso modo – concordiamo che il cuore del Cantico sia nelle ultime strofe”.
I due prelati hanno anche riflettuto sulle strofe della morte: per monsignor Sorrentino, “è meno semplice di come possa apparire, è una lode affiancata da un grande monito. La morte non è stata voluta da Dio, la morte entra nel mondo a causa del peccato. Lo stesso Francesco sa che la morte è una cosa dalla quale si vorrebbe scappare e dalla quale anche lui vorrebbe scappare”. Monsignor Accrocca ha invece invitato a “ad avere il coraggio di restituire cittadinanza alla morte nel nostro universo interiore, evitando quel nascondimento che oggi va di moda ma che è una miopia anche nei confronti di noi stessi”.

Le Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e Foligno salutano Monsignor Sorrentino

Messa giovedì 19 alle ore 18 a Santa Maria degli Angeli: il vicario generale Zampa: "Tutti sono invitati a partecipare"

ASSISI – Le diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e Foligno pronte a salutare l’amministratore apostolico, Domenico Sorrentino, per un ventennio pastore della Diocesi assisana e negli ultimi quattro anche di quella folignate: giovedì 19 alle ore 18 si terrà, presso la Basilica papale di Santa Maria degli Angeli, la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Sorrentino in occasione del 25° anniversario della sua ordinazione episcopale. “Sarà un momento di gratitudine – sottolinea il delegato generale delle due diocesi, don Giovanni Zampa – a cui invitiamo tutti a partecipare”. “Dal 2006 al 2026 la diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino ha vissuto numerosi eventi significativi sul piano pastorale, spirituale e istituzionale – spiega il direttore dell’Ufficio comunicazioni della diocesi di Assisi, Marina Rosati – che hanno cambiato il voto di Assisi e di tutta la diocesi. Tutti questi momenti saranno raccontati, attraverso un’ampia raccolta fotografica, nel prossimo numero di Chiesa Insieme, il mensile della diocesi che sarà dedicato interamente a questo ventennio e che riceveranno tutti coloro che prenderanno parte alla celebrazione di giovedì”.

Monsignor Sorrentino, nominato vescovo il 19 novembre 2005 da Benedetto XVI, prese possesso della diocesi l’11 febbraio 2006: “In questi anni – ricorda Rosati – ha promosso un rinnovamento parrocchiale con le Comunità Maria Famiglia del Vangelo, una grande attenzione ai giovani e un rafforzamento del legame con la spiritualità francescana. Da studioso del Toniolo ed esperto di dottrina sociale della Chiesa ha posto attenzione al lavoro, alla carità politica in tutte le sue forme, scendendo al fianco dei lavoratori dell’Antonio Merloni e incontrando operai e imprenditori di realtà aziendali difficili del territorio. Tra i principali eventi da ricordare, la prima visita papale di Benedetto XVI ad Assisi, nel 2007 evento che ha rafforzato il ruolo della città come luogo internazionale di dialogo e pace. Nel 2012 ha indetto il Sinodo diocesano, un importante processo di rinnovamento ecclesiale che coinvolgendo sacerdoti, religiosi, laici e la comunità parrocchiale ha rappresentato uno dei momenti più significativi di riflessione sulla missione della Chiesa locale. Nel 2013 Assisi ha ospitato la prima storica visita di Papa Bergoglio in occasione della festa di San Francesco d’Assisi, visitando tra l’altro la sala della Spogliazione al vescovado, incontrando lì anche alcuni poveri. Sulla scia di questo incontro, nel 2017 il Papa “benedice” l’istituzione del nuovo Santuario che – questo l’auspicio del Santo Padre – possa diventare luogo di incontro tra giovani e adulti: un’ideale famiglia, dove questi aiutino i ragazzi nel discernimento della loro vocazione. Poi – sottolinea ancora Rosati – è arrivata la benedizione di San Carlo Acutis che ha chiesto di essere sepolto in Assisi, perché aveva vissuto la sua fede all’ombra di Francesco e Chiara. Sotto l’episcopato di Sorrentino tanti progetti sono nati e stanno andando avanti con ottimi risultati come il premio ‘Francesco d’Assisi e Carlo Acutis – Per un’economia della fraternità’ con l’obiettivo di ‘promuovere un rinnovamento dell’economia all’insegna della fraternità a cominciare dalla condizione e dagli interessi dei più umili e disagiati’. In cinque anni – aggiunge Rosati – sono stati presentati più di 200 progetti e oggi la maggioranza viene dall’Africa (48 progetti) e Asia (13). Il premio ha raggiunto più di 55 nazioni, con una diffusione capillare come dimostrano anche i vincitori delle varie edizioni: nel 2025 ha vinto un progetto dall’India, nel 2024 dalle Americhe (con il Brasile), nel 2023 un progetto dell’Africa, nel 2022 l’Asia con le Filippine e nel 2021 l’Europa e nello specifico l’Italia con il premio assegnato simbolicamente al Serafico. Molti i momenti istituzionali di altissimo livello come le visite di papa Francesco che monsignor Sorrentino ha accolto per altre cinque volte: nel 2016 con una doppia visita in occasione dell’ottavo centenario del Perdono di Assisi e a settembre per il trentennale dello Spirito di Assisi. Nel 2020, il 3 ottobre, altro gesto di grande significato: la firma, davanti alla tomba di San Francesco, dell’enciclica ‘Fratelli tutti’, sulla fraternità e l’amicizia sociale. E poi ancora, nel 2021 per la Giornata mondiale dei poveri quando il Papa ha incontrato un gruppo di 500 poveri provenienti da diverse parti dell’Europa per un momento di ascolto e preghiera. Nel 2022 Bergoglio è arrivato sempre ad Assisi, nell’ambito di The Economy of Francesco, per firmare un patto per un’economia umana con i giovani imprenditori e change-makers. Nel frattempo, nel 2021 Papa Francesco aveva nominato lo stesso vescovo anche per la Diocesi di Foligno, unendo le due sedi in persona episcopi. Anche qui l’attenzione alla fraternità con l’apertura del Centro Fratelli dove sono accolti profughi ucraini e la relativa Scuola di approfondimento e studio che va di pari passo con la Scuola Giuseppe Toniolo istituita da oltre 14 anni presso l’Istituto Serafico di Assisi, fiore all’occhiello della diocesi che monsignor Sorrentino ha sempre posto come esempio virtuoso, non solo di eccellenza sanitaria, ma anche di cura della persona carità, accoglienza e fraternità”.

Il Presidente della Camera Lorenzo Fontana prega sulla Tomba di San Carlo Acutis

Per la terza carica dello Stato il santo millennial è “Un giovane che continua a parlare a tanti e che porto sempre nel cuore”

Seconda visita alla tomba di San Carlo Acutis per il presidente della Camera Lorenzo Fontana, che aveva citato il giovane millennial, allora beato, nel suo discorso di insediamento. Ad Assisi per l’ostensione mortali delle spoglie di San Francesco, Fontana ha voluto rendere omaggio anche a San Carlo, fermandosi a pregare di fronte alla sua tomba, nella chiesa di Santa Maria Maggiore – Santuario della Spogliazione, accolto dal Direttore dell’Ufficio comunicazioni della diocesi, Marina Rosati. “Ad Assisi, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, una preghiera a San Carlo Acutis. Un giovane Santo che continua a parlare a tanti. A lui mi legano momenti indimenticabili della mia vita. Lo porto sempre nel cuore”, le parole diffuse su Facebook dalla terza carica dello Stato che, poi di fronte ai colleghi parlamentari a San Francesco, ha sottolineato ancora la sua devozione a San Carlo.

“Spesso si tende a vivere come fotocopie e a morire come fotocopie, quando invece siamo tutti unici”, ha detto ancora Fontana parlando davanti a parlamentari e rappresentanti delle Istituzioni nel corso della visita alle spoglie del patrono d’Italia, esposte per gli 800 anni della morte dell’Assisiate. Il presidente della Camera ha ricordato di essersi avvicinato alla figura di Acutis dopo aver visto alcune immagini del suo corpo e dopo che sua madre gli mostrò un articolo di giornale su questo ragazzo, di cui possiede anche una reliquia: “Non sapete la gioia – ancora le sue parole – di aver avuto una sua reliquia e di tenerla sempre con me alla Camera”.

Nel corso della visita il delegato generale delle diocesi di Assisi-Nocera-Gualdo e di Foligno, don Giovanni Zampa, ha donato due libri di monsignor Domenico Sorrentino, amministratore apostolico delle due Diocesi: il primo sul giovane santo millennial, “Carlo Acutis. Sulle orme di Francesco e Chiara d’Assisi – Originali e non fotocopie”, e il secondo sulla rilettura fatta da monsignor Sorrentino sul Cantico delle Creature, partendo dalle strofe finali composte al Vescovado.

Dalla Porziuncola alla Cattedrale, tutte le tappe dell’ingresso del nuovo Vescovo il 25 marzo

Santa Messa di saluto di monsignor Sorrentino il 19 marzo dopo venti anni di episcopato. Celebrazione della presa di possesso di monsignor Accrocca alle ore 18,30 nella cattedrale di San Rufino dopo aver toccato diversi siti

ASSISI – “Le comunità diocesane di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno si apprestano a vivere intensi momenti di preghiera e comunione ecclesiale per accogliere il nostro nuovo pastore, monsignor Felice Accrocca e salutare monsignor Domenico Sorrentino, amministratore apostolico delle due diocesi”. A dirlo è il delegato generale delle due diocesi, don Giovanni Zampa. “Saranno momenti di gioia e gratitudine – sottolinea Zampa – a cui invitiamo tutti a partecipare perché, da un lato, accoglieremo il nuovo vescovo eletto monsignor Accrocca, tanto affezionato ad Assisi e a tutti i nostri territori e dall’altro saluteremo con infinita gratitudine monsignor Sorrentino che per 20 anni si è speso nella diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e da quasi cinque in quella di Foligno”.

Il ciclo di appuntamenti avrà inizio giovedì 19 marzo 2026 alle ore 18.00, presso la Basilica papale di Santa Maria degli Angeli con la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Sorrentino in occasione del 25° anniversario della sua ordinazione episcopale. Le comunità diocesane accoglieranno poi con “immensa gioia” il vescovo Felice nella giornata di mercoledì 25 marzo. Prima della solenne celebrazione di insediamento e presa di possesso nella cattedrale di San Rufino alle 18.30, monsignor Accrocca pregherà in Porziuncola alle ore 15.30; alle 16 è in programma la visita all’Istituto Serafico di Assisi, alle 16.30 la preghiera nella Basilica di San Francesco e alle 17.00 la preghiera al Santuario della Spogliazione. Alle 17.30 ci sarà la preghiera nella Basilica di Santa Chiara e il saluto alle Clarisse del Protomonastero, seguito alle 18 dall’accoglienza e incontro con le autorità civili e militari in piazza del Comune, da dove salirà a piedi per fare il suo ingresso in cattedrale dove, sul sagrato, ci sarà anche una rappresentanza dell’Ente Calendimaggio e delle due Parti in Costume.

L’ingresso di monsignor Felice Accrocca a Foligno è invece previsto sabato 28 marzo: in questo caso il programma parte alle ore 16.00 con la visita alla residenza protetta “Villa Antonietta Fantozzi” e alla casa di riposo “Villa Immacolata” di Spello. Alle 17.00 l’incontro con le autorità civili e militari in piazza Garibaldi, alla presenza dei vertici dell’Ente Giostra della Quintana e di una rappresentanza di figuranti e alle ore 17.30 la preghiera al Santuario della Madonna del Pianto prima della solenne celebrazione di insediamento e presa di possesso nella Cattedrale di San Feliciano alle ore 18.

Al Santuario della Spogliazione esposto anche un frammento del mantello del vescovo Guido

È parte del mantello con cui venne coperto il corpo di san Francesco nel momento in cui si spogliò di tutto di fronte al padre e al prelato

Continuano con successo i tour al Santuario della Spogliazione: al termine delle guida è anche possibile vedere, nella sala della Spogliazione, un frammento del mantello del vescovo Guido, con cui venne coperto il corpo di san Francesco nel momento in cui si spogliò di tutto di fronte al padre e al prelato e che è stato donato dalle monache clarisse del Protomonastero di santa Chiara alla diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino.

Questa reliquia è nota anche col nome di ‘Sacro Palio del padre san Francesco’: con questo nome il 2 febbraio 1927 la reliquia fu esposta in vescovado dall’allora vescovo di Assisi monsignor Luddi e portata solennemente in processione fino alla Basilica di santa Chiara. L’esposizione di tale frammento invita i fedeli ad accostarsi più da vicino al significato spirituale di quell’evento della vita del Padre serafico e imitarne lo slancio nella radicale scelta del vangelo di Cristo.