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A Santa Maria degli Angeli celebrata la nuova messa di ringraziamento per San Carlo Acutis

ASSISI – Domenica 5 ottobre nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del dicastero delle Cause dei Santi, ha presieduto la celebrazione eucaristica di ringraziamento per la canonizzazione di San Carlo Acutis, avvenuta lo scorso 7 settembre in piazza San Pietro, durante la messa presieduta da Papa Leone XIV davanti a oltre 70.000 fedeli.

La solenne liturgia è stata concelebrata da monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno, da fr. Massimo Travascio, custode della Porziuncola e fr. Danilo Tremolada, vicario provinciale. (Continua dopo la foto)

“Oggi siamo qui per rinnovare al Signore il nostro grazie – ha detto il cardinale – per quanto la Chiesa ha compiuto un mese fa, canonizzando il beato Carlo Acutis. Ogni santo è un dono di Dio, e la canonizzazione non è un onore terreno, ma un atto di riconoscenza verso la misericordia divina.”

Nel suo intervento, il porporato ha rievocato con commozione la propria storia personale legata al giovane santo: “Quando Carlo fu beatificato ad Assisi, io ero stato appena nominato prefetto delle Cause dei Santi. Chiesi allora al giovane beato di prendere sulle sue spalle me, ormai anziano, e di accompagnarmi nel nuovo cammino che la Chiesa mi aveva affidato.” Cinque anni dopo, ha detto, la Chiesa celebra con gratitudine la sua canonizzazione, riconoscendo in Carlo “uno di quei santi che Dio stesso invia al mondo come dono particolare”. Citando il Prefazio dei Santi, ha ricordato che “nella festosa assemblea dei santi risplende la tua gloria: il loro trionfo celebra i doni della tua misericordia”.

Il cardinale ha poi commentato il Vangelo del granello di senape, proponendo un’immagine luminosa della santità. “Sant’Ambrogio diceva che il seme è Cristo stesso, e aggiungeva: ‘E anche tu semina Cristo nel tuo orto’. La nostra vita – ha spiegato – è il terreno dove il Signore desidera far fiorire il bene, la carità, la fede. I santi sono come uccelli che trovano riposo sui rami dell’albero che è Cristo. E tra questi santi ora c’è anche San Carlo Acutis, il giovane che ha fatto della rete un luogo di evangelizzazione, trasformando il digitale in un campo dove seminare Cristo.”

Infine, il cardinale Semeraro ha richiamato l’insegnamento di Carlo come testimonianza della santità possibile per tutti. “Carlo è diventato santo attraverso mezzi semplici, alla portata di tutti: la Messa, la preghiera, soprattutto l’adorazione eucaristica.” Da lui, ha aggiunto, impariamo che la santità non è riservata a pochi, ma è “la chiamata di ogni battezzato a vivere i piccoli sì di ogni giorno, con perseveranza e amore.” Come ricordava il giovane santo: “Davanti al sole ci si abbronza, davanti all’Eucaristia si diventa santi.”

“Anche noi – ha concluso il cardinale – chiediamo al Signore di farci risplendere della stessa luce di Carlo, che ha saputo vivere l’ordinario in modo straordinario, rendendo visibile nel mondo la gioia del Vangelo.”

Solennità di San Francesco, i vescovi abruzzesi nei luoghi vissuti dal Santo

Alla vigilia del 4 ottobre la delegazione è stata accolta al Santuario della Spogliazione di Assisi

ASSISI – “Grande intuizione di Papa Francesco, un santuario di grazia che sta facendo cose incredibili, in termini di evangelizzazione soprattutto nei confronti dei giovani”.

Lo ha detto il vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, ai vescovi della regione Abruzzo, giunti ad Assisi in occasione della solennità di San Francesco, per la simbolica offerta dell’olio per la lampada votiva che arde dinanzi alla tomba del Santo. I vescovi dell’Abruzzo sono stati accolti, venerdì pomeriggio 3 ottobre, nella Sala dei Vescovi, alla scoperta dell’antico episcopio al tempo di San Francesco, nella Sala della Spogliazione e nella Chiesa di Santa Maria Maggiore dove è custodito il corpo di San Carlo Acutis.

Già il 2 ottobre, in occasione della conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Chigi per presentare le prossime attività del “Comitato nazionale per l’ottavo centenario 1226-2026”, il vescovo aveva ricordato l’importanza e l’attualità del messaggio francescano e la vera novità del centenario rappresentata dai luoghi del palazzo vescovile, dove Francesco passò diversi momenti importanti, che si stanno recuperando attraverso un progetto archeologico e valoriale.

“Stiamo riscoprendo la storia del Santo – ha detto il vescovo – , anche proprio nei luoghi in cui abito, e dove stiamo sperimentando, oltre al passato, la grazia, arrivata dall’alto, di Carlo Acutis, che come Francesco e con Francesco rappresenta anche il futuro della Chiesa”. Il presule ha lanciato però anche un invito: “Avere una festa nazionale, civile, di Francesco, senza che il popolo italiano si misuri con Francesco, sul suo messaggio, sulla sua personalità, sui suoi valori, è qualcosa di molto superficiale: Francesco è amabile e amato, però Francesco è molto di più di questa amabilità. E credo dovremmo ripartire dalla festa nazionale per ritornare a Francesco e ai suoi valori e, come ricordo anche nel mio libro sul Cantico, questo Cantico dovremmo cantarlo, sentirlo e assimilarlo, come dovremmo assimilare i valori francescani”.

Premio Francesco e Carlo, online il bando per l’edizione 2025-26

Stanziati 50mila euro, domande anche via internet; c’è tempo fino al 31 gennaio 2026

ASSISI – Cinquantamila euro per sostenere progetti nati dal basso in un clima di fraternità. È questa la cifra confermata dalla Fondazione diocesana di religione – Santuario della Spogliazione per il nuovo bando del premio internazionale “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis, per una economia della Fraternità” per l’edizione 2025/2026. Il concorso è rivolto a persone, enti, associazioni e società, di qualunque parte del mondo, e specialmente delle regioni più povere che, per far fronte alla mancanza di opportunità e alle scarse possibilità economiche si mettono insieme, in forme cooperative o comunque di collaborazione, intorno a valide idee progettuali in favore delle fasce deboli per lo sviluppo dei propri territori e delle proprie comunità. Accrescendo i principi etico-valoriali del Premio, i progetti presentati devono rappresentare iniziative che innescano processi economici di compartecipazione. Saranno ammessi anche progetti già avviati (al massimo da cinque anni), come da relativa documentazione richiesta. A parità di giudizio da parte della Commissione valutativa saranno privilegiati quelli più recenti. La domanda di partecipazione, online sul sito www.francescoassisicarloacutisaward.com, deve essere presentata entro il 31 gennaio 2026. Il riconoscimento, come previsto nello statuto e nel regolamento, è istituito allo scopo di “promuovere un rinnovamento dell’economia all’insegna dell’universale fraternità di tutti gli esseri umani a partire dalla condizione e dagli interessi dei più umili e disagiati, nella prospettiva evangelica dell’unica paternità di Dio e del suo disegno di amore per tutti i suoi figli”. Grazie a questo Premio, nel maggio scorso è stato avviato il progetto “HOPE” (“Healing/Guarigione, Opportunities/Opportunità, Protection/Protezione e Empowerment”), che si sviluppa a Goa, in India. Nato da un’esperienza della Caritas locale che ha gestito un programma di grande successo, “Childline” (numero verde), per il soccorso e la riabilitazione dei ragazzi in pericolo, soprattutto provenienti dai villaggi più poveri e abbandonati, il progetto rischiava di chiudere nel 2023 quando sono emerse gravi lacune. Per questo sette giovani, tutti sotto i 35 anni e alcuni già coinvolti nell’attività di sensibilizzazione della Caritas di Goa per i sordociechi, si sono messi insieme e hanno presentato un progetto per il rilancio. Negli anni precedenti sono stati sostenuti e realizzati due progetti: uno in Ciad per la formazione di giovani nella panificazione e la realizzazione di forni nelle varie aree depresse del Paese e l’altro nelle Filippine che prevede l’utilizzo di una ninfea infestante per produrre bricchetti ecosostenibili. Complessivamente sono stati stanziati oltre 200.000 euro per vari progetti in tutto il mondo.

Nella sala della Spogliazione la presentazione del libro sul Cantico

Monsignor Sorrentino: "Il poema francescano parla al mondo e fa scoprire la complessità del reale"

ASSISI – “Il Cantico riguarda il mondo, Francesco vive nel Cantico e ci fa scoprire la complessità dell’Universo”. Lo ha detto il vescovo delle Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, giovedì 25 settembre durante la presentazione del suo ultimo libro, edito da Mondadori e intitolato “Il cuore nascosto del Cantico, da sora Morte a Frate Sole, san Francesco e le strofe del vescovado”. All’iniziativa, svoltasi nella sala della Spogliazione del Palazzo Vescovile di Assisi, erano presenti le autorità civili e militari e un gran numero di cittadini, accademici e rappresentanti del mondo associativo . Insieme al vescovo, sono intervenuti lo storico e saggista Franco Cardini e il giornalista Piero Damosso, coordinatore del Comitato editoriale della Fabbrica di San Pietro.

“Il Cantico – le parole del presule assisano – è un cantico ‘pasquale’, che parla di morte e resurrezione: concetti dietro i quali c’è la complessità di tutto il reale. Nel momento della morte Francesco guarda Dio e in quel momento è risucchiato da Dio ed esplode nella resurrezione. Ma nel libro troverete qualcosa di stuzzicante sul piano storico, il fattore X, in cui racconto la storia del Cantico e i momenti vissuti da Francesco in Vescovado, messi in secondo piano da una certa storiografia francescana (fattore X ndr)”.

“Questo libro – le parole di Cardini – ci invita al ‘canone inverso’, la strofa musicale più volte ripetuta. Sorrentino parte dagli inizi del Cantico, e poi subito ci trasporta alla scena della morte di Francesco, poco prima della quale il poema francescano è stato scritto. Poi ci riporta a quella pagina in cui si parla della scena madre, che è la scena del perdono, strettamente legata al concetto della morte”. La Sala della Spogliazione, nel luogo in cui Francesco ha rinunciato a tutti i suoi beni terreni per donarsi a Dio, ha fatto ricordare allo storico Cardini anche il concetto della povertà francescana. I lavori sono stati introdotti da Damosso che ha ricordato come il volume fornisca “una visione cristologica; è come se noi ci trovassimo ci trovassimo ad ammirare un quadro di una armoniosa natura. C’è una lode per l’armonia del cosmo creato da Dio ma anche un richiamo alla realtà, alla sofferenza, al dolore della nostra vita”. Un Cantico ancora attuale – ha ricordato Damosso – e “un luogo che oggi trova nuova linfa grazie a Carlo Acutis, che qui richiama tanti giovani e tanti fedeli”.

Per l’occasione l’Associazione Umbria Pro-Attiva di Perugia, I ‘Istituto omnicomprensivo “Dante Alighieri” di Nocera Umbra, in collaborazione con la Diocesi Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, ha inaugurato anche la mostra “Cantico delle Creature”. Un’esposizione realizzata dagli studenti del Laboratorio di Fotografia e Immagine proveniente da archivio alla quale hanno lavorato, in diversi anni scolastici, gli allievi seguiti dai professori Giuliano Tili e Oriella Galafate.

Cantico delle Creature, al Vescovado una mostra e la presentazione del libro

Appuntamento nella sala della Spogliazione giovedì 25 settembre

ASSISI – Sarà presentato giovedì 25 settembre alle ore 17 l’ultimo libro del vescovo delle Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, uscito martedì 16 settembre per Mondadori e intitolato Il cuore nascosto del Cantico, da sora Morte a Frate Sole. Il libro rappresenta una rilettura dell’opera di San Francesco ed esce in occasione degli 800 anni dalla composizione del testo; a parlarne nella Sala della Spogliazione del palazzo vescovile, insieme con il vescovo, saranno lo storico e saggista Franco Cardini e il giornalista Piero Damosso, coordinatore del Comitato editoriale della Fabbrica di San Pietro. Per l’occasione l’Associazione Umbria Pro-Attiva di Perugia, I‘Istituto omnicomprensivo “Dante Alighieri” di Nocera Umbra, in collaborazione con la Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, inaugurerà anche la Mostra “Cantico delle Creature”. Un’esposizione realizzata dagli studenti del Laboratorio di Fotografia e Immagine proveniente da archivio alla quale hanno lavorato, in diversi anni scolastici, gli allievi seguiti dai professori Giuliano Tili e Oriella Galafate. L’organizzazione e l’allestimento è a cura dell’Associazione Umbria Pro-Attiva Perugia con la collaborazione creativa di Antonio Pucci, Carlo Calzolari, Carlo Settimi, Giuliano Tili e Walter Malagoli. La mostra, composta da 18 quadri formato 100×140 cm, è stata realizzata attenendosi ad una creativa e qualificata impostazione grafica. La caratteristica distintiva consiste nell’elaborazione con specifiche composizioni visive diversificate della struttura grafica seguendo comunque l’ordine del testo poetico scritto da San Francesco. Dopo alcuni quadri introduttivi di presentazione si prosegue evidenziando, una alla volta, le terzine del “Cantico” unendole ad una immagine particolarmente ideativa e incisiva. Non mancheranno lavori che trattano di “alcuni grossi mali che affliggono i nostri tempi: la violenza, la droga, l’inquinamento, il mancato rispetto delle regole comportamentali sulle strade”. La mostra, per i contenuti esposti e l’originalità dell’opera di forte impatto ambientale e valoriale, può essere concepita come ispiratrice per la riflessione e la ricerca del messaggio di pace, di ogni creatura, nell’armonia di tutto il Creato. In occasione dell’VIIl centenario della composizione del “Cantico delle Creature”, l’esposizione si conclude con una suggestiva immagine che riproduce le tre pagine del manoscritto 338 – una delle più antiche testimonianze del testo originale custodito presso la Biblioteca del Sacro Convento di Assisi.

Cantico delle Creature: ad Assisi la presentazione del libro del vescovo Sorrentino

Appuntamento il 25 settembre alle 17

ASSISI – “San Francesco non finisce di sorprendere. A prima vista, non c’è cosa più semplice del Cantico: frate sole, sora luna, sora acqua. Sembra un cartoon per bambini. In genere si sorvola sulle ultime due strofe. Io sostengo che in quelle strofe drammatiche, che toccano la condizione umana nella sua complessità e fragilità – lì dove si parla di perdono, di sofferenza accettata in pace, di morte accolta come “sorella” – ci sia il segreto del Cantico. Lì c`è una inversione di registro. Riecheggiano un concetto musicale, quello di `canone inverso`, parlo di `cantico inverso”. Bisogna partir da lì. Io rileggo il cantico a partire dalle ultime strofe. Quelle che storicamente furono legate al vescovado di Assisi, il luogo che abito”. A dirlo è il vescovo delle diocesi di Assisi -Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, che ha dato alle stampe il suo ultimo libro, uscito martedì 16 settembre per Mondadori, Il cuore nascosto del Cantico, da sora Morte a Frate Sole. Il libro, che rappresenta una rilettura dell’opera di San Francesco ed esce in occasione degli 800 anni dalla composizione del testo, verrà presentato giovedì 25 settembre ad Assisi, nella sala della Spogliazione del palazzo vescovile dallo storico e saggista Franco Cardini e da Piero Damosso, giornalista, coordinatore del Comitato editoriale della Fabbrica di San Pietro. Resta importante la prospettiva ecologica, ma come sottolinea Sorrentino “non è il primo messaggio. Francesco è l’uomo di Dio, l’uomo della lode, l’uomo che guarda il mondo come un mistero da contemplare. La custodia del creato ne viene di conseguenza. Ma si tradisce il Cantico se si parte dall’urgenza ecologica. Non era questa la prospettiva di Francesco”.

Festa grande in Assisi dopo la canonizzazione di Carlo Acutis

Centinaia di persone al Santuario della Spogliazione per la messa di ringraziamento presieduta da monsignor Sorrentino

“San Carlo Acutis si è messo sulle orme dei nostri grandi santi non per ripeterne le fisionomie, giacché, come egli amava sottolineare, Dio ci vuole originali, non fotocopie, anche nella santità. Tutti chiamati a esser santi, ma ciascuno per la sua via. E la via che a lui è stata tracciata, è estremamente semplice e lineare. È la via dell’accoglienza di tutti i doni di Dio. Niente di bello, di veramente bello, che ci sia nel mondo, ci è precluso. Lo stesso Santo di Assisi in questo anno del Cantico di frate sole ce lo ricorda. Non ti fermare, nel cantico, a frate sole e sora luna, a frate vento e sora acqua, continua il Cantico portandone la melodia su tutte le realtà della vita. Vivi la vita per intero. Non ne sciupare nessuna stilla. Se ami i colori, dipingi. Se ti piace la musica, canta. Se sei bravo nello sport, prova ad essere un campione. Se hai talenti di intelligenza, non ti accontentare di passar l’esame. Se smanetti bene in internet, non aver paura di impadronirti anche di questo strumento. Tutto è di Dio e tutto viene da Dio”. Lo ha detto il vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, durante la messa celebrata nel pomeriggio dell’8 settembre nella chiesa di Santa Maria Maggiore ad Assisi, in una cerimonia che, ha ricordato il presule, cade “nella festa della nascita di Maria. In ogni eucaristia, anche Maria è al nostro fianco. Non è eucaristia senza Maria. Carlo lo aveva capito. Maria e l’eucaristia erano per lui un unico amore, inscindibile. Vedeva Gesù con gli occhi di Maria, e amava Maria con il cuore di Gesù”.

Alla cerimonia, commossi, erano presenti anche i genitori del Santo, Antonia Salzano e Andrea Acutis, il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, la presidente della Regione, Stefania Proietti, le principali autorità civili, militari e religiose locali e regionali. Tanti i pellegrini e i fedeli presenti, una folla festosa che per tutta la giornata ha animato e colorato la piazza di Assisi dove sorge il complesso del Santuario della Spogliazione. “Ieri a piazza San Pietro, insieme con Pier Giorgio Frassati, Carlo si elevava nel firmamento della Chiesa e della società come una stella. C’è una diffusa tendenza, nella nostra società dell’immagine, una tendenza che forse è visibile soprattutto nei giovani, a cercare una ‘star’ con cui identificarci. Sarà quel cantante, quell’attore, quel campione, quella personalità. Proviamo se non a ribaltare, almeno ad integrare, la nostra volta stellare. Cominciamo a fissare le `star’ che non tramontano. Le stelle accese da Dio nel nostro firmamento, i santi. Carlo è stato voluto così, come una stella di intensa luce, ma di forma semplice; Carlo è di poche parole, ma comprensibili e che toccano il cuore. È stato messo accanto a Francesco e Chiara, perché ciascuno, levando gli occhi al cielo, potesse trovare in questo trio quello di cui ha bisogno. (…) Ma – ha messo in guardia il vescovo – occorre stare attenti ai moti del suo sguardo, che ti trascinano subito verso Gesù. Jesus Christ super star. È solo Gesù ‘la luce del mondo, la stella che non tramonta. Francesco e Carlo lo dicono insieme. Bisogna che l’immagine programma che accoglie i pellegrini all’ingresso di questo santuario non sfugga. C’è Francesco, c’è Carlo, ma sono ai lati. Mani, sguardo, cuore, sono interamente per Gesù. Lavorano per lui. Sono gli operai del suo cantiere: al Santo Padre, che ho incontrato oggi, ho detto che non vedo l’ora di invitarlo a vedere questa grande opera, il disegno mirabile di un Santuario che parte da così lontano e guarda così lontano, al terzo millennio della chiesa che è e deve essere il millennio di Gesù. E Carlo amplifica questo desiderio e con Francesco ambedue producono e irradiano gioia”.

Assisi e la Chiesa Universale gioiscono per la canonizzazione di Carlo Acutis

Decine di migliaia di pellegrini e grande commozione tra l'Umbria e la Capitale; lunedì 8 settembre messa di ringraziamento nella chiesa dove è sepolto il giovane beato millennial

ASSISI – “È gioia grande per la canonizzazione di Carlo, in Paradiso nel cielo, ma anche sulla terra, e in special modo per noi di Assisi che abbiamo la gioia di avere Carlo, nelle sue le spoglie mortali, con noi. Credo che sia un giorno bello per tutta la chiesa e noi siamo accanto al suo cuore per dirci che è con il cuore che dobbiamo vivere questa festa”. Lo ha detto il vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, in un video-messaggio in occasione della cerimonia di canonizzazione dei Beati Carlo Acutis e Piergiorgio Frassati nella giornata di domenica 7 settembre a Roma, in piazza San Pietro, presieduta da Papa Leone XIV: tra i concelebranti per Frassati il Cardinale Roberto Repole e sua eminenza Claudio Giuliodori e per Acutis i vescovi di Milano e Assisi, Mario Delpini e Domenico Sorrentino.

“Quando diciamo a una persona che le vogliamo bene – ha aggiunto il presule – le diciamo che la amiamo con tutto il cuore ; chissà quante volte San Carlo ha detto a Gesù ‘ti amo con tutto il cuore’ e che Lui lo amava con tutto il Suo cuore. Abbiamo voluto portare il cuore di Carlo, la reliquia conservata nella chiesa madre della diocesi, la Cattedrale di San Rufino, invitando le persone che vengono al santuario a fare una meditazione in cattedrale sul cuore. Gesù si ama con tutto il cuore e i fratelli si amano con tutto il cuore, che è la metafora di ciò che abbiamo di più intimo e bello. E noi vogliamo dire al mondo, con il cuore di Carlo, che è possibile avere un cuore bello e gioioso che batte per i fratelli, soprattutto i più poveri”.

A Roma grande emozione per la canonizzazione presieduta da Papa Leone XIV: bandiere con il volto di Carlo Acutis e di Piergiorgio Frassati, canti e applausi. Nella piazza romana c’erano anche circa 800 pellegrini umbri che hanno raggiunto Roma con un treno speciale organizzato dalle Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e Foligno, per assistere alla messa di canonizzazione presieduta da Papa Leone XIV. A bordo, 12 volontari per distribuire zaini, foulard e cappellini; insieme a loro, sacerdoti e religiosi hanno animato il viaggio, guidati dal rettore del Santuario, padre Marco Gaballo. A Roma è stata portata la reliquia del cuore di Acutis, normalmente custodita ad Assisi nella Cattedrale di San Rufino e che, come di prassi in queste cerimonie, è stata esposta durante la celebrazione; una seconda reliquia è stata poi donata al Santo Padre. Alla celebrazione hanno preso parte anche i concelebranti delle postulazioni: per Frassati, il cardinale di Torino Roberto Repole e monsignor Claudio Giuliodori; per Acutis, i vescovi di Milano e Assisi, Mario Delpini e Domenico Sorrentino. A leggere la prima lettura, in inglese, uno dei fratelli di Carlo, Michele Acutis, mentre una delle lettrici della preghiera universale in lingua spagnola è stata Valeria Vargas Valverde, la giovane costaricana che nel 2022 ha ricevuto il secondo miracolo: “Una grandissima emozione, è tutto bellissimo, sono contenta e molto felice di stare qui, è un privilegio”, le sue parole a margine della cerimonia. Tra gli offerenti – tra gli altri – l’intera famiglia Acutis: il padre di Carlo, Andrea, la madre Antonia, e i fratelli Michele e Francesca.

Tante le persone presenti anche ad Assisi, dove oltre al maxischermo nella chiesa di Santa Maria Maggiore – Santuario della Spogliazione dove riposa il corpo del Santo millennial sono stati allestiti anche due schermi per permettere al maggior numero di pellegrini di seguire la messa in diretta da San Pietro. Più composta ma non per questa meno sentita la festa in città, dove i pellegrini hanno battuto le mani durante i vari passaggi della messa e del rito di canonizzazione e sono arrivati con foulard, santini e manifesti con il volto del giovane millennial. Moltissimi i gruppi da ogni parte del mondo e operatori della comunicazione che da diversi giorni stanno raccogliendo testimonianze, facendo interviste per raccontare il fenomeno ‘Carlo Acutis’. I festeggiamenti per la canonizzazione sono iniziati già venerdì pomeriggio con lo scoprimento e la benedizione di una statua di Carlo Acutis, realizzata e donata dall’artista canadese Timothy Schmalz. La cerimonia di scoprimento della statua, che ha visto la presenza del vescovo Sorrentino, del rettore del Santuario padre Marco Gaballo e del sindaco di Assisi, Valter Stoppini e di moltissimi fedeli è stata posizionata nel chiostro del vescovado, parallela a quella del Poverello. “Eccoli, il gigante San Francesco e il bambino Carlo formano un team perfetto – ha detto il vescovo – e da qui dal Santuario della Spogliazione lanciano un messaggio forte al mondo”.

Nel pomeriggio di domenica 7 settembre, alle 16 altra messa all’interno della chiesa di Santa Maria Maggiore e il giorno successivo, lunedì 8 settembre, dopo la celebrazione eucaristica delle ore 12,00 a Roma, presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei Santi, nel pomeriggio alle 18 in Assisi, sempre nella chiesa di Santa Maria Maggiore, dove è sepolto Carlo Acutis, ci sarà la prima messa di ringraziamento post canonizzazione, celebrata da monsignor Domenico Sorrentino, vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno alla presenza dei genitori di Carlo e delle massime autorità regionali e locali. Altra messa di ringraziamento è prevista il 14 settembre alle 18 nella cattedrale di San Rufino in occasione della consegna del piano pastorale interdiocesano, mentre nella mattinata di domenica 28 settembre alle ore 10,30, sarà celebrata una santa messa di ringraziamento nella Basilica di San Francesco, presieduta dal cardinale Lazarus You Heung-sik, prefetto del Dicastero per il Clero. Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, la messa di ringraziamento è in programma il 5 ottobre alle 18 e sarà presieduta dal cardinale Semeraro. La serie di celebrazioni post canonizzazione si concluderanno il 12 ottobre, festa di San Carlo, in occasione della memoria liturgica con la santa messa delle 11 presieduta dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede.

Tutto pronto ad Assisi e Roma per la canonizzazione del Beato Carlo Acutis

Dall’Umbria 800 pellegrini in treno a San Pietro dove sarà portata la reliquia del cuore. Boom di visitatori al Santuario della Spogliazione: 120mila in un mese

ASSISI – “Cari fedeli, e amatissimi giovani fatevi condurre da Carlo, seguite il suo esempio, state nel solco della sua vita, camminate nel suo percorso, perché è quello giusto che porta a Gesù, e quindi all’amore e alla gioia”. È l’auspicio e l’appello del vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, a due giorni della canonizzazione di Carlo Acutis, in programma domenica 7 settembre alle ore 10,00 in piazza San Pietro, a Roma, insieme a quella di Pier Giorgio Frassati. “Oggi più che mai – aggiunge il vescovo – abbiamo bisogno di esempi positivi, di storie di vita esemplari che possono aiutare i nostri ragazzi a non seguire immagini poco confortanti, esempi violenti e mode effimere che non lasciano niente; Carlo insegna invece a vivere normalmente mettendo Gesù al centro; anche voi genitori aiutate i vostri figli a scoprire la santità di Carlo per vivere un’esistenza piena di gioia, piena di Gesù”.

IL MESSAGGIO DELLA MADRE DI CARLO, ANTONIA SALZANO

Grande emozione e gioia viene espressa anche da Antonia Salzano, madre di Carlo Acutis che, in un video-saluto che sarà diffuso sui canali della diocesi e del Santuario domani, sabato 6 settembre, alla vigilia della canonizzazione, parla della santità come di un “seme presente in ciascuno di noi, che va coltivato attraverso la preghiera, la recita del santo rosario, la partecipazione alla santa messa più volte nel corso della settimana e le opere di carità, ecco il kit della santità che aveva sperimentato Carlo e che può andare bene per ognuno di noi, tutti unici e irripetibili, tutti originali e non fotocopie come diceva Carlo”.

LA MESSA A ROMA E IL DONO AL PAPA

La messa di canonizzazione di Acutis e del beato Piergiorgio Frassati sarà presieduta da Papa Leone XIV. Circa 800 pellegrini arriveranno nella Capitale dall’Umbria con il treno speciale attivato dalle Diocesi, e tanti altri si muoveranno autonomamente; sul treno ci saranno 12 volontari che consegneranno zaini, foulard e cappellini, diversi sacerdoti e religiosi, guidati dal rettore del Santuario padre Marco Gaballo che si occuperanno dell’animazione. In piazza San Pietro a Roma, come da prassi per questo tipo di cerimonie, sarà portata la reliquia del cuore del giovane futuro Santo Millennial, esposta nella cattedrale di San Rufino ad Assisi che poi verrà riposizionata nella cattedrale stessa dove è permanentemente esposta. Sarà invece portata una reliquia di Acutis in dono al Santo Padre.

DIRETTA DA ASSISI E LUNEDÌ 8 SETTEMBRE MESSA DI RINGRAZIAMENTO

Per quanto riguarda le cerimonie ad Assisi, alle ore 9 di domenica mattina nella chiesa di Santa Maria Maggiore – Santuario della Spogliazione, dove è sepolto il corpo di Carlo Acutis, sarà celebrata una prima messa per i pellegrini presenti e dopo, sempre all’interno della chiesa sarà predisposto un maxischermo per seguire in diretta la cerimonia di Roma. Altri due schermi saranno presenti nella sala della Spogliazione e nella sala dei Vescovi, sempre all’interno del complesso del Santuario, per dare la possibilità al maggior numero di persone di seguire comodamente la celebrazione del Santo Padre, trasmessa anche in diretta su RAI1. L’ingresso in chiesa e nelle sale è libero fino a esaurimento posti e senza necessità di prenotazione; visto che la celebrazione sarà trasmessa in tv e non celebrata fisicamente in chiesa, durante la cerimonia di domenica mattina non sarà possibile ricevere la comunione.
Alle ore 16 di domenica altra messa all’interno della chiesa di Santa Maria Maggiore e il giorno successivo, lunedì 8 settembre, dopo la celebrazione eucaristica delle ore 12 nella Basilica di San Pietro a Roma, presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei Santi, nel pomeriggio alle ore 18 in Assisi, sempre nella chiesa di Santa Maria Maggiore (e in diretta su Play2000 di Tv2000), ci sarà la prima messa di ringraziamento post canonizzazione, celebrata da monsignor Sorrentino alla presenza dei genitori di Carlo, di Valeria, la giovane del Costa Rica che ha ricevuto il miracolo e delle massime autorità regionali e locali. Le due celebrazioni principali (alle 10 del 7 e alle 18 dell’8) saranno trasmesse in diretta dall’emittente televisiva Maria Vision, in streaming su mariavision.it  e sul canale nazionale 255 del digitale terrestre; per l’Umbria sul canale 78. Sulla facciata della chiesa, domenica, sarà esposto un grande arazzo con il volto del giovane santo millennial.

CRESCE LA DEVOZIONE: 121MILA FEDELI AD AGOSTO. IL RETTORE: “GIOIA GRANDE PER CARLO SANTO, TEAM VINCENTE CON FRANCESCO”

Intanto continuano a crescere le visite al Santuario: nei primi otto mesi dell’anno gli ingressi sono stati quasi 630.000, con punte anche di oltre 4.000 persone al giorno e il record di circa 7.000 pellegrini il 30 luglio e il primo agosto e il boom nel mese scorso di oltre 121mila visitatori. Nel 2022 e nel 2023 erano stati oltre 500.000 (per annualità), mentre nel 2024 si è sfiorato il milione di visite. “Stiamo per vivere una grande gioia e siamo grati per questo privilegio, di questa grazia che la canonizzazione di Carlo offre a tutti, a noi francescani, alla città di Assisi e alla Chiesa universale. Il Santuario della Spogliazione con Francesco e Carlo Acutis è davvero un luogo dove rafforzare la propria fede, riscoprirla o avvicinarsi a Gesù seguendo l’esempio di questi due Santi”, le parole di padre Marco Gaballo.

STATUE DEDICATE AL SANTO DONATE ALLA DIOCESI

Nel complesso del Santuario, accanto alla statua di San Francesco, sono state posizionate altre due opere dedicate a Carlo Acutis, entrambe in bronzo e opera dello scultore Timothy Schmalz. La prima, nel giardino della chiesa di Santa Maria Maggiore, mostra il giovane inginocchiato ai piedi di Cristo e con un computer portatile in mano, segno di come ha portato l’Eucaristia nel mondo digitale. La scultura, alta 3,48 metri, è stata intitolata “St. Carlo at the Cross” e raffigura Carlo con in mano un computer portatile sul cui schermo appaiono un calice e una patena. Gli oggetti sono simboli della sua evangelizzazione su Internet, dato che aveva creato una pagina web sui Miracoli Eucaristici di tutto il mondo. Un altro dettaglio significativo è la fionda che pende dallo zaino, simbolo che l’artista interpreta come un riferimento a Davide contro Golia. “Un giovane che affronta la cultura secolare contemporanea con gli strumenti del mondo digitale e che trae la sua forza dal pilastro della croce”, ha affermato l’artista. Un’altra statua, con il suo nome scolpito sul basamento, insieme con le date di nascita e di morte – 1991-2006 – e la scritta Santo dei giovani Apostolo dell’Eucarestia, sarà invece inaugurata nel pomeriggio di venerdì 5 settembre alle ore 18,45, subito dopo la santa messa così da aprire i festeggiamenti per la imminente canonizzazione. Saranno presenti il vescovo Sorrentino, il rettore padre Gaballo e il sindaco di Assisi, Valter Stoppini.

COME RAGGIUNGERE IL SANTUARIO, ATTESI 7MILA PELLEGRINI

Sono circa 7.000 i pellegrini attesi per la canonizzazione dI Carlo Acutis e al fine di agevolarne flusso e sicurezza, in Assisi sono state disposte alcune modifiche alla viabilità. Nello specifico, i pedoni provenienti da via Santa Agnese e via Cristofani verranno indirizzati in via Moiano, su percorsi specifici che consentiranno di accedere al Santuario della Spogliazione dal retro, per evitare il sovraffollamento di Piazza Vescovado. È inoltre previsto anche un percorso panoramico che da Porta Nuova farà accedere, costeggiando le fonti di Moiano, alla Chiesa sempre dal retro. Le disposizioni sono valide dal 6 all’8 settembre, dalle 10 alle 20, e l’accesso a piedi dall’ingresso principale della chiesa sarà consentito soltanto alle persone disabili o con difficoltà motorie.

Assisi, 5 settembre 2025

Canonizzazione Carlo Acutis, i percorsi per raggiungere il Santuario dal 6 all’8 settembre

ASSISI – Sono circa 7.000 i pellegrini attesi per la canonizzazione del beato Carlo Acutis e al fine di agevolarne flusso e sicurezza, sono state disposte alcune modifiche alla viabilità. Nello specifico, i pedoni provenienti da via Santa Agnese e via Cristofani verranno indirizzati in via Moiano, su percorsi specifici che consentiranno di accedere al Santuario della Spogliazione dal retro, per evitare il sovraffollamento di Piazza Vescovado. È inoltre previsto anche un percorso panoramico che da Porta Nuova farà accedere, costeggiando le fonti di Moiano, alla Chiesa sempre dal retro. Le disposizioni, rende noto il Comune, sono valide dal 6 all’8 settembre, dalle 10 alle 20, e l’accesso a piedi dall’ingresso principale della chiesa sarà consentito soltanto alle persone disabili o con difficoltà motorie.