Sabato 16 maggio l’assegnazione del Premio internazionale basato su un’economia di fraternità

Venerdì convegno interessante tra il vescovo Accrocca, suor Petrini e il professor Cottarelli su come ripensare l’economia alla luce del messaggio francescano

ASSISI – La contemporaneità del pensiero di Francesco e il ruolo di Assisi nel formare le coscienze sull’importanza della pace e della solidarietà: di questo si è discusso nel corso del convegno “Se i soldi non fanno la felicità. Dall’economia di Francesco a quella contemporanea, come ripensare lo sviluppo globale” che si è svolto nel pomeriggio di giovedì 14 maggio nell’ambito della festa del Santuario della Spogliazione ad Assisi. Monsignor Felice Accrocca, vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno che, oltre ad essere il pastore delle due chiese particolari, è esperto di francescanesimo a livello mondiale, Suor Raffaella Petrini, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, il professor Carlo Cottarelli, economista e docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore, rispondendo anche alle domande di Eugenio Bonanata, giornalista di Radio Vaticana e Vatican News e di Marina Rosati, direttore diocesano delle Comunicazioni sociali, hanno evidenziato la necessità di ripensare l’economia nell’ottica francescana. Il vescovo Accrocca ha richiamato l’attualità del pensiero del Santo (“quanto mai necessario”) nato dall’incontro con i lebbrosi che segna l’inizio del “percorso di revisione: Francesco sceglie di essere povero e dà inizio a un percorso radicale. Nella sua comunità i ricchi sono fratelli dei poveri, le classi non esistono più ed è un concetto rivoluzionario per il Medioevo, come fu rivoluzionario l’insegnamento e il pensiero economico di Francesco: bisogna realizzare un’economia partendo dal bene comune”. Nel luogo in cui Francesco fece riconciliare il vescovo e il podestà, monsignor Accrocca ha anche lanciato un invito a “perdonare in senso economico, cioè rimettere il debito ai paesi strozzati da gravissime crisi economico-finanziarie: non so come si possa fare, ma sarebbe un buon obiettivo da perseguire”. Rispondendo alle domande dei due giornalisti moderatori, il vescovo ha anche auspicato che “da Assisi parta un insegnamento sull’importanza di parole come pace e solidarietà”.

Suor Raffaella Petrini ha posto invece l’accento su quello che potrebbe sembrare il “contributo paradossale” di Francesco e del francescanesimo all’economia “mettendo al centro la povertà. Ma i francescani parlano anche del credito inteso come prestito e non come usura, per una finanza che sia un collegamento ‘buono’ politico e monetario, con una circolarità virtuosa e non speculativa. Il capitalismo ha bisogno di ethos, ossia che il benessere non sia solo del singolo privato ma anche del pubblico, in un servizio che sia vocazione di cura e solidarietà”. È seguito poi l’intervento dell’economista Cottarelli, che ha ricordato come in un mondo che viene da 80 anni di crescita e globalizzazione, “non ci sia più la paura della guerra e per questo si parla di corsa agli armamenti”. Ma anche la crescita e lo sviluppo non sono stati solo positivi: “Sicuramente alcuni paesi si sono aperti al resto del mondo e questo ha creato un cambiamento economico positivo: oltre un miliardo di persone viveva con meno di due dollari al giorno e ora sono usciti dalla povertà assoluta, ma per esempio negli Stati Uniti la riduzione della povertà generale ha creato anche un reddito più diseguale, con i ricchi sempre più ricchi. Ricchi che sono anche più difficili da tassare, si veda i tanti paesi che offrono incentivi – che spesso significa meno tasse – alle grandi aziende”.

Le celebrazioni per il nono anniversario del Santuario dal titolo “#nulladiproprio dopo 800 anni è sempre Francesco” continuano oggi venerdì 15 maggio sempre alle ore 18 con la santa messa sarà celebrata da don Matteo Renga, parroco dell’Abbazia di San Pietro, mentre in serata alle ore 21,00 si svolgerà “l’Adorazione eucaristica: un’ora per la pace”. Nella mattinata di sabato 16 maggio, alla presenza del cardinale Gualtiero Bassetti, torna la cerimonia di assegnazione del Premio internazionale “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per un’economia della fraternità” che quest’anno ha visto la partecipazione di quasi 80 soggetti con proposte e idee progettuali da tutto il mondo. Quattro i progetti finalisti arrivati da Tanzania, Madagascar, Papua Nuova Guinea e India. Nel pomeriggio, sempre alle 18,00 sarà celebrata la santa messa presieduta dal vicario generale delle due diocesi, don Giovanni Zampa, mentre in serata, sempre all’interno della chiesa di Santa Maria Maggiore, si terrà il concerto: “Cantate Domino”, a cura del coro della città di Bastia, diretto dal maestro Piero Caraba. La festa del Santuario si concluderà domenica 17 maggio con la santa messa delle ore 9,30 celebrata dal rettore padre Marco Gaballo e con la successiva solenne celebrazione eucaristica delle ore 11,00 presieduta da monsignor Accrocca. Le cerimonie liturgiche saranno in diretta sul canale di Maria Vision (canale nazionale 255 del digitale terrestre e per l’Umbria sul canale 78), mentre per gli altri momenti, informazioni e dirette sono disponibili sul sito del santuario: www.assisisantuariospogliazione.it e su quello della diocesi www.diocesiassisi.it.

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